I ritratti irriverenti di Capponi
e di un 'Futurismo inedito' Le immagini in anteprima

Cinquanta creazioni di cui più di 30 disegni dei primi anni Trenta dell'artista nato proprio ad Ascoli Piceno, che rappresentano una ritrattistica 'irriverente' dei 'vip' dell'epoca

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Palazzo dei Capitani del popolo
Palazzo dei Capitani del popolo

Ascoli Piceno, 24 novembre 2009 - 'Futurisno inedito, I ritratti nascosti' uno spaccato quasi misteriosamente finora rimasto celato ai più in mostra a Palazzo dei Capitani del Popolo dal 3 dicembre al 21 febbraio 2010. In esposizione le opere di Cleto Capponi, Ivo Pannaggi, Sante Monachesi, Gerardo Dottori e Giacomo Balla.

 

La mostra, promossa dal Comune di Ascoli Piceno in collaborazione con la Pinacoteca Civica di Macerata e l’Archivio Sante Monachesi di Roma, è curata da Stefano Papetti supportato dalla testimonianza diretta di Maurizio Capponi, figlio dell’artista. Nel Comitato Scientifico, autori anche di saggi in catalogo, nomi come Carlo Melloni, Luigi Tallarico.

 

Cinquanta opere di cui più di 30 disegni dei primi anni Trenta di Cleto Capponi, artista nato proprio ad Ascoli, che rappresentano il nucleo più intrigante. Una ritrattistica 'irriverente' dei 'vip' dell’epoca. Tratto tagliente e scolpito (non dimentichiamo che Cleto Capponi è anche scultore), forte sintesi plastica, intensità espressiva ed introspettiva.

 

Capponi, artista che ha contribuito in maniera decisiva all’approdo del movimento futurista nelle Marche, era giovanissimo quando scoprì Balla, Depero e Boccioni, ma il suo talento non ci mise molto ad emergere, rivelando da subito una potente vena di ritrattista. Galeotta fu la boxe, è proprio il caso di dire, per Cleto Capponi.

 

Congiuntura favorevole infatti fu un incontro di pugilato del campione Primo Carnera ad Ascoli: Capponi fece un ritratto del pugile, coniugando una raffinatissima qualità del disegno con i caratteri costitutivi dell’estetica futurista.

 

Il giovane, appena ventiduenne, lo pubblicò sulle pagine locali de 'Il Messaggero' ma venne presto notato e spostato in nazionale per poi passare, molto apprezzato dai potenti, a illustrare il Popolo d’Italia, producendo una lunga serie di ritratti dei personaggi di rango dell’epoca.

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