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Cisl Marche, Bori: "Segnali di ripresa
ma cresce la Cig straordinaria"

Diminuita invece del 69% la cassa integrazione ordinaria nelle Marche (-67% di Ascoli-Fermo). In contro tendenza rispetto alla Regione, ad Ascoli e Fermo cala anche il dato su quella straordinaria (-44,7%)

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Lavoratori
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Ancona, 9 settembre 2010 – Arrivano i primi segnali incoraggianti per l'economia marchigiana, anche se è presto per parlare di vera e propria ripresa. E' quanto emerge dai dati sull'andamento della cassa integrazione di agosto, elaborati dalla Cisl regionale. Come sottolinea Tonino Bori, Responsabile del Dipartimento Mercato del Lavoro del sindacato, “anche il 2010 si conferma un anno difficile, anche se emergono timidi segnali positivi”.

Diminuita del 69% la cassa integrazione ordinaria nelle Marche, in significativa riduzione in tutte le province: si va dal -68% di Ancona al -67% di Ascoli-Fermo, al -65% di Macerata e al -72,8% di Pesaro-Urbino.

Preoccupa invece l’incremento della cassa straordinaria: con un picco di +465% a Pesaro, e una crescita più contenuta ad Ancona (+25%) e Macerata (+11). In contro tendenza i dati di Ascoli e Fermo, che registrano un -44,7%.

l’incremento delle ore di cassa straordinaria – prosegue Bori - sono il segnale del protrarsi della crisi strutturale di alcune grandi aziende e di alcuni settori, come la meccanica, il calzaturiero e la cantieristica . Crisi che hanno forti ripercussioni sull’indotto e su migliaia di piccole aziende sub fornitrici riscontrabili dall’andamento, in crescita esponenziale, della cassa integrazione in deroga”.

Continua a salire il dato della cassa in deroga per le piccole aziende artigiane, che rappresenta il 70% delle ore complessivamente autorizzate nel trimestre, a testimonianza che la piccola impresa è quella più esposta alla crisi.
Qualche segnale incoraggiante, anche se discontinuo, viene dallo scarso utilizzo delle ore richieste e autorizzate, dal calo delle iscrizioni alle liste di mobilità (meno lavoratori licenziati) pari al 33% nel periodo gennaio-giugno e da un leggero recupero sul versante delle esportazioni (+7% nel semestre).

I primi segni di una inversione di rotta della crisi nelle Marche provengono invece dalla riduzione delle ore di cassa ordinaria, dal basso utilizzo delle ore richieste ed autorizzate, dal calo complessivo delle iscrizioni alle liste di mobilità ( meno lavoratori licenziati) pari al - 33% nel gennaio - giugno 2010 e ad un leggero recupero sul versante delle esportazioni ( + 7%), sempre nel semestre gennaio giugno 2010.


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