Ascoli Piceno, 1 aprile 2017 - Il Piceno soffre da ben prima che arrivasse la crisi con la ‘c’ maiuscola: un periodo di difficoltà che affonda le sue radici nella fine della Cassa del mezzogiorno e che è diventato ancor più profondo nel 2008. E i numeri raccontano questa realtà: 27.650 disoccupati registrati a inizio marzo, con più della metà di loro che può contare solo sulla licenza media. Ma nel calderone ci sono anche 2.000 laureati. Una crisi occupazionale che colpisce più le donne degli uomini (di quei 27mila, circa i due terzi sono donne), equamente distribuita tra Ascoli e San Benedetto. Con le assunzioni che restano troppo poche per frenare una tendenza preoccupante: negli ultimi tre mesi 710 persone hanno trovato lavoro (110 nell’edilizia in timida ripresa, 140 nel turismo e 150 nell’industria) e di questi solo un terzo ha portato a casa un contratto a tempo indeterminato.

Il posto fisso non c’è più, e si sapeva, anche se il +20% registrato nel 2015 aveva fatto illudere qualcuno: finiti gli incentivi, però, si è tornati sui soliti livelli. Così che le fasce dove si concentrano i disoccupati sono quelle dei giovani fino a 29 anni e degli over 45: e in quest’ultima categoria ci sono quelli che il lavoro l’hanno perso negli ultimi anni. Per tutti loro il Centro per l’impiego offre seminari e laboratori che vogliono rendere più facile cercare e trovare lavoro: con il Jobs Act, infatti, è stato introdotto il patto di servizio, ossia un accordo che deve essere sottoscritto dal lavoratore per poter usufruire dell’indennità di disoccupazione e che prevede un suo impegno attivo con la frequentazione di iniziative, seminari e laboratori nella ricerca attiva di una occupazione.

L’ultima idea del Centro per l’impiego ascolano è di portare tutte queste esperienze sul web: così è nata Pal Extra, piattaforma online che ospita un corso di sette video-lezioni realizzate da operatori e funzionari dell’ente che si sono cimentati davanti alla videocamera per illustrare alcune tematiche come la ricerca attiva di un lavoro, la redazione del curriculum vitae e della lettera di presentazione, la preparazione ad un colloquio di lavoro con relativa simulazione. Un servizio gratuito che, se funzionerà, potrebbe essere replicato anche nel resto della regione. A illustrarlo erano presenti la vicepresidente regionale, Anna Casini, e l’assessore al lavoro, Loretta Bravi: che hanno parlato anche di area di crisi complessa. «Quando ci sono dei problemi - ha detto la Bravi - dobbiamo anche guardare cosa abbiamo ereditato: dal 2008 al 2016 non ho visto grandi mosse della Regione». Perché in questi anni il tentativo di ottenere l’area di crisi non era andato mai a buon fine, fino al febbraio 2016 con la firma del ministro Guidi. «A dicembre del 2015 abbiamo presentato la delibera con la richiesta - ha concluso Anna Casini - a gennaio 2016 c’è stato il riconoscimento e ora aspettiamo la firma dell’accordo di programma, che conto possa arrivare entro la fine di aprile».