Ascoli, 5 luglio 2016 - In linea con la tendenza nazionale, nemmeno Ascoli è sfuggita a una partenza decisamente in salita dei saldi estivi. Il pienone nei negozi che negli anni passati ha sempre caratterizzato i primi giorni di ribassi, rappresenta solo un lontanissimo ricordo. E così, anche nel capoluogo Piceno le vendite di fine stagione sono iniziate a rilento con negozi semi vuoti nel primissimo giorno di sabato. Sarà la crisi dei consumi, saranno le temperature alte di questi giorni che hanno invogliato molte persone ad andare al mare, ma la corsa all’occasione si sta facendo attendere.

Secondo le stime dell’ufficio studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo circa 232 euro per un valore complessivo intorno ai 3,6 miliardi di euro. Inoltre, sulla base di quanto emerge da un sondaggio condotto da Confesercenti sui consumatori per il primo fine settimana dei saldi estivi 2016, complessivamente saranno oltre 22 milioni gli italiani che hanno già stabilito che approfitteranno dell’occasione per acquistare abbigliamento e accessori. Riflettendo sulla partenza a rilento, c’è anche da dire che in molti, ormai, aspettano il momento in cui le percentuali di sconto arrivano al 50%, se non al 70%. Per quest’ultima, ad Ascoli, occorrerà attendere il giorno della notte bianca in programma come tradizione il 10 agosto.

Infine, per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base: innanzitutto la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Per la prova dei capi non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Per i pagamenti, le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante. E ancora, i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.