Ascoli, 20 maggio 2016 - Alla Start non ci si annoia mai. Dopo le dimissioni del presidente Pietro Caserta, ecco che ieri sono arrivate anche quelle di Ottorino Pignoloni, che lasciano così da solo il terzo componente del consiglio di amministrazione, Davide Straccia. La notizia è importante soprattutto per un aspetto: l’assemblea dei soci si riunirà molto prima di quello che si poteva immaginare dopo l’addio di Caserta. In un primo momento, infatti, le dimissioni del notaio, che ha guidato l’azienda per un anno e mezzo, avevano portato a fare qualche semplice conto: il risultato era che l’assemblea si sarebbe riunita dopo le elezioni sambenedettesi, quindi intorno alla metà di giugno. Ma questo nuovo ribaltone cambia per l’ennesima volta le carte in tavola, tanto che i soci dovrebbero riunirsi prestissimo, forse già la prossima settimana. Ci sarebbe anche il giorno: venerdì 27.

L’evoluzione intorno alla Start è stata rapidissima, con due dimissioni nel giro di pochissimi giorni. Ora si aprirà subito il fronte della successione e nella prossima assemblea si capiranno i rapporti di forza tra i vari soci: a dicembre 2014, infatti, era stata l’accoppiata Provincia-San Benedetto a decretare la fine del consiglio di amministrazione presieduto da Alessandro Antonini e sostenuto da Ascoli. Ora ricomincia il lavoro di taglio e cucito per arrivare a definire i nomi che dovranno guidare l’azienda: per il toto-presidente è ancora un po’ presto, ma le prime indescrizioni fanno filtrare i nomi di Guido Renzi e Giovanni Merli. Tutto da prendere con le molle, in attesa che sia l’assemblea dei soci a decidere.

In questo scenario si inserisce l’allarme lanciato dal sindaco Castelli: «La crisi economica della Provincia - ha attaccato - sta anche bloccando il sistema di remunerazioni alla società, che potrebbe trovarsi in grave crisi di liquidità. Mi risulta che ci sia almeno un milione di euro che la Provincia deve ancora onorare». Il sistema del pagamento alle società di trasporto, fino a marzo di quest’anno (quando poi le funzioni del trasporto pubblico sono state riassorbite dalle Regioni), prevedeva che la Regione liquidasse direttamente alla Provincia i contributi che poi questa doveva girare ai Comuni, facendo le dovute ripartizioni.