Ascoli, 26 marzo 2017 - «Non mi ritengo candidabile». Risponde così il sindaco Castelli alla domanda se intende correre per le elezioni politiche del 2018. «L’ho già detto più volte, e lo ribadisco: voglio portare a termine il mandato da sindaco, che scadrà nel 2019». Nonostante i tanti rapporti con Roma, dunque, Castelli afferma di non essere interessato a eventuali sirene che lo potrebbero spingere in Parlamento: una soluzione che lo costringerebbe a rinunciare all’ultimo anno di carica da primo cittadino.

Castelli però sostiene anche che «c’è un estremo bisogno di un parlamentare ascolano», con un riferimento, per nulla velato, al deputato del Pd Luciano Agostini, che tra l’altro proprio ieri aveva a sua volta attaccato Castelli sulla questione del decreto terremoto. «Siamo orfani di un parlamentare – afferma Castelli –. Io, come sostiene Agostini, sarò anche ossessionato dal bilancio, ma le falle del decreto sul terremoto sono sotto gli occhi di tutti. Non sono stati presi in considerazione gli emendamenti proposti dall’Anci, quindi dai comuni, che chiedevano la deroga al pareggio di bilancio, il rinvio dei mutui e le norme sulla Tari per dimezzare i gettiti: misure che sono assolutamente necessarie perché le casse comunali stanno diventando esangui. Non ci sono provvedimenti che garantiscono la liquidità, nonostante le varie amministrazioni stiano impegnando risorse per interventi urgentissimi. Abbiamo fatto anticipazioni di cassa spaventose per la messa in sicurezza. Agostini dice che col nuovo decreto ci hanno dato più poteri? Credo che si sia addormentato in aula, perché senza risorse e regole questi poteri sono polpette avvelenate. Ci hanno, in sostanza, passato il cerino acceso. Quindi noi ci appelliamo al Senato, affinché corregga questa cosa, sennò faremo manifestazioni di protesta assieme agli altri sindaci».

Fin qui il discorso sul decreto, ma tornando all’aspetto politico Castelli si dice sicuro che non ci ripenserà e quindi non si candiderà per le Politiche: «Non è nelle mie intenzioni candidarmi». Allora, a questo punto, con le Politiche alle spalle e con l’impossibilità di candidarsi a sindaco per la terza volta consecutiva, cosa farà nel 2019? «Rispondo come De Niro in C’era una volta in America: andrò a letto presto».