Ascoli, 6 novembre 2017 - Con un’anteprima giovani già ‘sold out’ (il 16 novembre), il tour marchigiano de ‘La Bohème’ firmata da Leo Muscato si aprirà il 18 novembre, alle 20.30, al teatro Ventidio Basso. Sei le date in programma, in quattro teatri, per l’opera di Giacomo Puccini che chiuderà la programmazione 2017 della ‘Rete Lirica delle Marche’. Dopo Ascoli, la messa in scena avverrà al teatro Marrucino di Chieti, il 24 e 26 novembre, al teatro della Fortuna di Fano, l’ 1 e 3 dicembre e, al teatro dell’Aquila di Fermo, il 6 e 7 dicembre.

Il capoluogo piceno sarà dunque la prima città ad ospitare l’opera lirica in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, allestita dall’ ‘Associazione Arena Sferisterio - Macerata Opera Festival’ e che potrà contare su un cast artistico formato da: la giovanissima soprano Benedetta Torre nei panni di Mimì, il tenore Azer Zada in quelli di Rodolfo, il soprano Barbara Bargnesi in quelli di Musetta. E ancora: il basso ascolano Alessio De Vecchis sarà Benoit, Filippo Fontana sarà Schaunard, Roberto Lorenzi sarà Colline, Marcello Rosiello sarà Marcello, Davide Filipponi sarà Alcindoro, Davide Ciarrocchi sarà Parpignol, Francesco Amodio sarà un venditore, Claudio Bonelli sarà il sergente dei doganieri, Niccolò Pelusi sarà il doganiere. Il resto del cast si completa con il maestro Matteo Beltrami alla direzione della ‘Form-Orchestra Filarmonica Marchigiana’, con il Coro Ventidio Basso diretto dal maestro Giovanni Farina e con i cori voci bianche ‘La Corolla’ e Piccole Voci’ dell’istituto scolastico comprensivo ‘Don Giussani-Monticelli’ diretti dal maestro Mario Giorgi.

Non nuovo ad Ascoli, il regista e drammaturgo Leo Muscato ha già portato in scena ‘La Bohème’: nel 2012 e nel 2015 al ‘Macerata Opera Festival’ e, sempre due anni fa, al teatro ‘Grande’ di Brescia. Nel suo adattamento dell’opera, l’archetipo simbolico slitta nel soggetto storico che ha animato il maggio francese. I suoi protagonisti vivono e agiscono una delle più grandi rivoluzioni culturali del ‘900. ‘Pensiamo a loro – dice Moscato – come a quel folto numero di giovani che ha animato il Sessantotto nei suoi aspetti di rivoluzione diffusa, culturale e di costume. È così che li abbiamo immaginati. Mimì invece. Lei no. Lei è il movimento reale delle cose, è il sacrificio umano che sorregge l’impalcatura di pensiero rivoluzionario che si muove lungo i binari della storia. E’ la mia scelta d’elezione. Era operaia e ultima ai tempi di Murger, di Puccini. E’ un’operaia che crepa in questa messa in scena. E’ la morte bianca che affolla i nostri tempi’. I biglietti sono in vendita alla biglietteria del teatro in piazza del Popolo: 0736/298770.