San Benedetto, 4 febbraio 2016 – «Sarà un piccolo omaggio alla natura. Uno spettacolo con molta clorofilla!». Carmen Consoli presenta così il concerto che terrà venerdì 12 febbraio alle 21 al Palariviera di San Benedetto. La cantante sarà sul palco insieme a sette musicisti. «Insieme a loro, durante le tournée, visito le città in cui suoniamo – spiega –. Ci piace scoprire il patrimonio artistico dei luoghi».

È solo una fase o preferisce cantare in teatro?

«Ho una predilezione per il teatro, è una sorta di approdo dopo anni di esperienza. Mi piace curare gli arrangiamenti in punta di plettro, creare atmosfere rarefatte e una musicalità più curata. I teatri posseggono una loro magia, dal mio rituale degli 80 grammi di riso integrale prima di andare sul palco, all’odore del legno, al sipario, alle poltrone».

Come avete preparato questo spettacolo?

«Abbiamo cercato di coniugare l’esperienza alla tecnologia, e di evocare il rapporto con la natura. Dietro le quinte abbiamo creato rapporti umani, non solo di lavoro, ci intendiamo con una ‘talìata’, cioè un’occhiata, come si dice a Catania. Tutti possiamo dire la nostra su repertorio e scaletta».

Come cambia, di conseguenza, il repertorio?

«Modifico gli arrangiamenti per ogni tournée, quindi è un vero e proprio ‘concerto di stagione’. Ma anche ogni sera aumentiamo o rallentiamo il ritmo in base al momento. È l’incognita dell’umano. Cerchiamo di esprimere il modo in cui la natura condiziona sentimenti, dinamiche emotive, stati vitali».

È cambiata la sua voce nel corso degli anni?

«Ho studiato musica e canto, all’inizio facevo repertorio jazz e rhythm and blues, Aretha Franklin, Tina Turner, Janis Joplin. Ma quando ho iniziato a suonare la mia musica mi dissero che ero a un bivio: potevo fare la cantante o la cantautrice. Così ho deciso di considerare la voce come uno strumento per comunicare il mio messaggio. Un conto è lo studio, un altro lo stile. Il mio sound sacrifica molto la tecnica e la voce. Ma mi piace così. Prediligo il messaggio».

La sera degli attentati a Parigi lei si trovava in casa, vicino al Bataclan. Che ricordo ne ha?

«È stata una bruttissima esperienza. Quella sera non sono uscita per via di un’influenza, altrimenti avrei fatto cena probabilmente a place de la République, e chissà come sarebbe andata. Invece sono ripartita il giorno dopo. Non ho mai amato tanto la nebbia di Malpensa».

In questi giorni si parla molto di family day e migrazioni.

«Quando nelle mie canzoni ho parlato di omosessualità e migrazioni pensavo di riferirmi all’Italia degli anni ’50, e invece gli stessi fenomeni ritornano. C’è un rifiuto di accettare il cambiamento. C’è un’epidemia di razzismo in entrambe le situazioni. Un tempo non si accettavano i matrimoni tra un nero e un bianco. Oggi le famiglie gay sono un dato di fatto, al di là del dettaglio anatomico».

A giorni torna il Festival di San Remo. Ci tornerà?

«Il Festival mi piace e gli sono molto grata. Semmai mi piacerebbe che prevalesse sempre più la parte musicale su quella televisiva. Ma non ci torno perché non reggo l’emozione, anche da ospite. L’ultima volta mi sono venuti tutti i capelli bianchi, sono stata male una settimana. Ma il Festival è unico al mondo».

Appuntamento al Palariviera il 12 febbraio. Biglietti da 28,75 a 46 euro sul circuito ticketone e nei consueti punti vendita.

Info Diade Produzioni, telefono 335.7955736.

Un’opportunità da non perdere per i lettori del Carlino. Sul giornale pubblichiamo il coupon con il quale potete assicurarvi ben dieci biglietti gratis per il concerto. Dovete solo ritagliarne e compilarne il più possibile, poi portarli o spedirli in redazione, purché arrivino entro le 21 di mercoledì 10 febbraio. I dieci che ne avranno mandati di più avranno appunto i tagliandi omaggio. Giovanni Desideri