Ascoli, 2 dicembre 2017 - In Inghilterra, il Paese europeo che l’ha importata dagli Stati Uniti, è chiamata ‘White Collar Boxing’, cioè la boxe dei colletti bianchi. Circa 6 anni fa è stata accettata (e riconosciuta) anche dalla Federazione Italiana Pugilato e da qualche settimana è sbarcata ad Ascoli grazie alla palestra Olympia del maestro Christian Giantomassi.

Domenica scorsa a Piagge, in provincia di Pesaro, la prima uscita ufficiale degli amatori Olympia nella nuova disciplina. «Abbiamo partecipato al torneo con cinque esordienti – spiega Giantomassi –: Emanuele Guerrieri, Massimiliano Bolla, Flavio Ciaralli, Domenico Ventura e Riccardo Allevi. Sono andati tutti molto bene e in generale l’evento mi ha favorevolmente impressionato. Anche per me era una prima volta e devo dire che c’era un bellissimo clima». La boxe senza contatto, o meglio ‘a contatto controllato’, può sembrare un paradosso, ma l’ex olimpionico ascolano tiene a precisare: «Quando si sale sul ring non si scherza mai, nemmeno se, come in questo caso, non c’è il vero impatto». «La cosa fondamentale – continua – è la preparazione, comunque necessaria, sia atletica che tecnica. Io, parlo per me, un atleta che non reputo pronto non lo faccio salire sul ring, anche se si tratta di un amatore e nei suoi match non c’è contatto». La base degli allenamenti è sostanzialmente la stessa di chi fa incontri ‘veri’ ma nei match ‘light’ a contare è soprattutto la tecnica: «E’ importante portare i colpi come si deve e schivare nel modo giusto. Contano anche coordinazione, velocità e resistenza. Certo, non ci sono i ko e manca il fascino dell’impatto vero, ma, come ho già detto, salire sul ring non è mai uno scherzo e la light boxe, dopo un’adeguata preparazione, dà questa possibilità a tutti: dai ragazzini che vogliono avvicinarsi al vero pugilato agli ultracinquantenni che hanno bisogno di scaricare stress e tensioni. La palestra Olympia vi aspetta».