Ascoli, 7 luglio 2017 - Quarta estate della dirigenza Bellini, terzo volto presentato a stampa, città e tifoseria come il nuovo uomo di riferimento della società bianconera. Dopo Gianni Lovato e Andrea Cardinaletti, ieri è toccato a Guido Valori. Copione grosso modo uguale a quello delle conferenze del 2014 e del 2016: investitura del dirigente (anche se solo ‘in pectore’) da parte del patron ascolano, lunga lista di buoni propositi e proclami (tutti condivisibili) da parte del diretto interessato. Tali e quali anche gli argomenti, dallo stadio all’organizzazione societaria (terzo assetto in altrettanti anni), fino alle solite lamentele del presidente per le fughe di notizie, con i giornali che già ieri mattina avevano anticipato l’arrivo del volto nuovo.

Cardinaletti resta e con la rinascita del cda sarà amministratore delegato, con varie mansioni tra cui quelle relative alla sferta tecnica in tandem con il ds Giaretta. Però è chiaro che è lui la principale vittima di questa rivoluzione. Ogni decisione, dunque, tornerà a essere vagliata dal cda, che nella nuova composizione sarà di nove membri, con la ‘new entry’ di Angelo Galeati, uomo di punta Sabelli che apre la prospettiva di un futuro ingresso nel club da parte dell’industria casearia. Piccanti, inoltre, le dichiarazioni del patron su Cacia, caldamente invitato ad alzare i tacchi, e sulla coppia Lovato-Marroccu, premiata ditta della gestione 2015-2016 considerata «l’origine delle eccessive perdite» del bilancio bianconero. Ma andiamo con ordine. Nel presentare Valori il patron ha premesso che «si occuperà dei rapporti con le istituzioni, Comune in primis, e dell’impiantistica (ormai ex cavalli di battaglia di Cardinaletti ndr). Inoltre curerà il marketing e i rapporti con la stampa». In sostanza tanta roba, tutto senza un ruolo preciso e tutto, udite udite, gratis: «Valori non percepirà stipendio – precisa orgoglioso Bellini –. La carica? Non c’è bisogno di cariche, se la guadagnerà con i fatti: curerà gli aspetti che ho elencato e prima di prendere ogni decisione si confronterà con il Cda, che a sua volta sarà organizzato in gruppi di lavoro».

Lo stadio come detto, è (per l’ennesima volta) il primo nodo da sciogliere: «Non so cosa non abbia funzionato nella trattativa tra Cardinaletti e il sindaco – dice Bellini prima di lasciare la parola a Valori–, dovevamo ottenere questa lunga concessione per poi fare i lavori ma non è arrivata. Ora se ne occuperà lui». Una cosa certa sul Del Duca, però, c’è: sarà l’unico impianto di A e B (e probabilmente anche C, dunque del calcio professionistico italiano) a non avere una tribuna coperta: «Impossibile realizzarla, né ora, né a stagione in corso» precisa Bellini manifestando tutti i suoi timori per l’imminente campagna abbonamenti. Altra grana è quella del bilancio: «Posso tollerare 2 milioni di perdite – ha concluso il patron –, ma già lo scorso anno ne avevamo 3,8. Quest’anno molte di più: non è possibile. Passerò al setaccio ogni voce per capire cosa non ha funzionato». E quando bilancio fa rima con stipendi dei giocatori ecco che arriva l’affondo: «Cacia deve capire che qui non c’è più spazio per lui. Anche Bianchi credo che andrà via ma se dovesse restare non sarebbe un problema. Giorgi? Non sta bene ma vogliamo tenerlo e aiutarlo».