Due giorni per volare a Parigi
Turisti infuriati al Marconi
I viaggiatori, per lo più vacanzieri, sono rimasti bloccati in aeroporto oltre la barriera dei controlli. Lo stop forzato era dovuto alla mancanza di documentazione, che impediva all’aereo di partire
Bologna, 21 luglio 2007 - «Non sappiamo più che fare, siamo disperati e molto arrabbiati. Pensare che dovevo essere in vacanza sotto la Tour Eiffel e invece sono da ore in mezzo alla pista di decollo sotto il sole battente». Maria Marincola è una dei quaranta passeggeri rimasti del volo MyAir Bologna-Parigi che era in programma alle 15,35 di giovedì ma che, di rinvio in rinvio, è partito solo ieri alle 15,30. Ventiquattro ore dopo.
All’inizio di questa piccola odissea, i passeggeri erano un centinaio. Dopo le prime ore di ritardo, infuriati, hanno incominciato a protestare (telefonando anche ai giornali), oltre che per il ritardo, per essere stati lasciati senza informazioni.
I viaggiatori, per lo più vacanzieri, sono rimasti per ore bloccati in aeroporto oltre la barriera dei controlli, dopo il check-in compiuto dai servizi aeroportuali per conto della compagnia. Poi sono stati costretti a passare la notte in albergo, nella speranza di partire l’indomani. Cosa avvenuta, in effetti, ma solo nel pomeriggo.
Il problema era la mancanza di documentazione, che impediva all’aereo di partire. In questa situazione a dir poco critica, è intervenuto Generoso Coraggio, direttore dell’Enac di Bologna, insieme a due impiegati, per risolvere la situazione.
«Anche se non spettava a me intervenire — racconta — mi sono fatto carico del problema, anche perché c’erano un centinaio di persone arrabbiate che stavano sulla pista e, dopo diverse ore d’attesa, avevano chiamato la polizia. Si rischiava dal punto di vista dell’ordine pubblico, perché la gente litigava e volavano anche botte. Sono andato dal comandante dell’aereo e l’ho minacciato: ‘O partite o faccio salire tutta questa gente su un volo Air France a spese vostre’. Il comandante mi ha detto che stava aspettando che dalla Svizzera gli inviassero la documentazione relativa alla manutenzione dell’aereo e che, senza, non poteva decollare. ‘Miracolosamente’, dopo la mia minaccia la documentazione è arrivata e l’aereo è finalemente potuto partire».
La vicenda, però, non è certo chiusa. «C’è qualcosa di poco chiaro — aggiunge Coraggio — in questa storia. Se mancava la documentazione, come ha fatto l’aereo ad arrivare a Bologna? Ora faremo tutti gli accertamenti e le indagini del caso e se qualcuno ha sbagliato, allora pagherà. Io non guardo in faccia a nessuno. Il problema, più in generale, è questa liberalizzazione selvaggia dei voli, le compagnie low cost abbassano sempre più i prezzi e poi succedono queste cose. Io, come Enac (l’ente statale che controlla l’aeroporto ed è responsabile della sicurezza), mi sono già mosso perché venga stipulato un contratto con gli handler al fine di tutelare i passeggeri ed evitare proprio queste situazioni».
«Non è possibile che accadano cose del genere — sottolinea un ragazzo che doveva raggiungere la fidanzata francese a Parigi —, qualcuno ci dovrà risarcire per lo meno con gli interessi. Ho prenotato il volo via internet come ho fatto tante altre volte, ma non mi era mai capitata una cosa del genere. Per fortuna che c’erano le forze dell’ordine, altrimenti poteva finire male». Tante le persone che hanno trattenuto la rabbia a fatica.
«Mi sono sentita presa in giro — conclude Maria Marincola —: situazioni del genere vanno però raccontate perchè sono davvero incredibili. Nessuno ha mai colpa di niente, ti dicono di aspettare, che ci vuole un’ora, che c’è un problema ma non si sa cosa, poi non dicono più nulla e così passa un giorno. E’ mai possibile?».
Del centinaio di passeggeri iniziali, una sessantina sono stati spostati in pullman a Venezia per prendere un altro aereo. Gli altri quaranta, compresa la signora Marincola, sono rimasti al Marconi con la promessa di imbarcarsi la più presto. Hanno passato la notte in un albergo con l’appuntamento alle 11 e 40 di ieri mattina per il decollo. Che poi è avvenuto dopo altre quattro ore.
di Matteo Alvisi
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