Bologna, 11 agosto 2007 -
QUARTIERI a luci rosse. A rotazione. Zone periferiche, comunque lontane dalle case, dove concentrare le prostitute. E’ la soluzione che propone l’assessore Libero Mancuso, l’inviato del sindaco Sergio Cofferati al tavolo ministeriale sulla sicurezza. Per ora l’ex giudice ne ha parlato proprio in quel gruppo di lavoro che fa capo al viceministro dell’Interno Marco Minniti, capofila di un progetto nazionale di lotta al degrado, per la vivibilità delle città. Un’idea. Mancuso sa bene che per realizzarla «occorre una legge nazionale che autorizzi il sindaco a indicare luoghi provvisori. Sì, luoghi a rotazione, perché i cittadini altrimenti si lamentano, dopo un po’. Lo zooning consente di stroncare la tratta delle donne. Per le forze di polizia, poi, sarebbe molto più semplice concludere le indagini. Lo sfruttamento resta un reato gravissimo».
L’IDEA, tra molte e inevitabili polemiche, era già stata proposta all’inizio del 2005 da Massimo Pavarini, il professore ingaggiato dal sindaco Sergio Cofferati come consulente per la sicurezza. «Penso a una zonizzazione concordata e non violenta — aveva spiegato —. Bologna non può sopportare duecento prostitute sui viali». Il professore si preoccupava anche per le donne «costrette a lavarsi nelle pozzanghere senza neanche poter fare un bagno o riscaldarsi». Ma non arrivò mai a chiarire il ‘dove’. E’ quello, ogni volta, il vero problema.
MA SE passassero le zone a rotazione, non si rischierebbe di creare ghetti pericolosi? «No, non credo, certo la proposta è da gestire bene», resta convinto Mancuso. Che nel frattempo pensa anche al «telecontrollo del divieto di fermata», altra proposta da portare al ministero, alla ripresa degli incontri, a settembre. Questa soluzione tecnologica, spiega, «consentirebbe anche il rispetto della riservatezza. Perché le infrazioni al codice della strada potrebbero essere rilevate dalle telecamere. Non ci sarebbe più, insomma, l’obbligo della contestazione immediata». Proprio negli ultimi giorni, sui viali e soprattutto attorno ai Giardini Margherita, è partita un’offensiva a suon di multe. Vigili, polizia e carabinieri. Controlli e contravvenzioni per i clienti. Altra novità del patto per la sicurezza.
IL DIVIETO di sosta e l’installazione delle telecamere, per l’assessore diesse, potrebbero essere poi un alleato strategico «contro stupri e aggressioni. Le ragazze sulla strada ne restano vittime continuamente. Anche per questo, soprattutto in certe zone, si mettono sempre alla luce». Il fenomeno è stato denunciato, poco tempo fa, dall’associazione ‘Fiori di strada’, che ha descritto violenze sessuali quotidiane. Le vittime, spesso, sono giovanissime, le denunce rare.
di RITA BARTOLOMEI