Il racconto del conducente dell'autobus 25 dirottato l'altra sera da un uomo armato di siringa. Questa è la seconda aggressione in pochi giorni. In ogni caso Davide Trombetti non è d'accordo con l'idea di cabine chiuse per i conducenti
Bologna, 14 agosto 2007 - La chiama, senza mezzi termini, una "aggressione a mano armata", perche la siringa agitata contro di lui era quella di un sieropositivo. "Quando me lo ha detto mi si e' gelato il sangue, forse per questo sono rimasto freddo... Certo, durante i corsi che facciamo in azienda ci preparano a queste situazioni, ma non ti aspetti mai di finirci tu". E per Davide Trombetti ( nella foto) 35 anni, in Atc da due anni ma autista di autobus da sette (prima per una coop privata), quella di ieri sera e' stata la prima aggressione subita mentre era alla guida.
Sempre sulla linea 25, la stessa sulla quale era in servizio il suo collega ferito, la settimana scorsa, proprio da una siringa. A Trombetti e' andata meglio.
"Forse, se non gli avessi parlato con tranquillita' avrebbe tentato di ferirmi. Magari la mia e' stata una reazione involontaria- racconta l'autista- ma e' stato importante fargli capire che non ero pericoloso". Anche per questo, Trombetti non si appassiona piu' di tanto all'idea delle cabine chiuse per i conducenti. "Non credo che sia il caso di chiudere gli autobus, non possiamo essere murati vivi nei bus, perche' dobbiamo potere intervenire in altre situazioni di pericolo E magari- dice- in una cabina chiusa posso anche fare piu' fatica a relazionarmi con l'aggressore...", cosa che invece ieri sera lo ha aiutato. Nessun altro dei passeggeri, pero', ha preso le difese dell'autista.
"Mah, io ero fermo al semaforo del Ponte Matteotti e l'aggressore, come fanno molti, si e' messo vicino al posto di guida in un punto in cui e' difficile, per chi sta alle sue spalle, vedere che succede; il suo braccio non poteva essere visto, la gente si e' resa conto solo che sono andato dritto, invece di girare a destra. Poi, per fortuna, in piazza XX settembre la cosa si e' conclusa in modo tranquillo".
Ora Trombetti vorrebbe parlare con M.S. il suo collega rimasto ferito dalla siringa (al momento in ferie), per capire se l'aggressore e' lo stesso. La linea 25, tra l'altro, tocca alcuni luoghi frequentati da tossicodipendenti.
Ieri sera, l'autista e' anche salito a bordo di una volante per cercare chi lo aveva minacciato, ma invano: le due persone controllate hanno dato riscontro negativo.
"Pazienza. Pero' ci tengo ad elogiare sia l'azienda che le forze dell'ordine perche' e' scattata una task force veramente imponente" di fronte all'allarme lanciato da Trombetti con il suo cellulare ("Se usavo la radio di servizio i passeggeri potevano sentire cosa stava succedendo..." e quindi spaventarsi proprio mentre l'aggressore guadagnava l'uscita). Trombetti dice anche che farebbe lo sciopero che i sindacati vogliono indire per chiedere piu' sicurezza sui bus. Del resto, "effettivamente la situazione e' peggiorata in questo periodo in cui, specie di sera, non ci sono piu' tanti studenti sugli autobus". Ma, al tempo stesso, "sono anche molto fiducioso nei confronti dell'azienda e delle autorita' per trovare soluzione". Pur sapendo che diventare invulnerabili e' impossibile: "Se uno vuole salire sull'autobus e aggredirti, alla fine, puo' riuscirci a meno che tu non riesca ad uscire dal finistrino... Ma possono sempre aspettarti a terra. Non c'e' pezza, se uno ce l'ha con te". Meglio, appunto, poter "valutare la persona che si ha davanti e come provare a rapportarsi".
Alessandro Preziosi sta girando 'Il commissario De Luca' a Bologna. La troupe è inciampata però in un contrattempo: il set, all'interno della Corte d'Appello, darebbe fastidio ai giudici