Il coordinatore dei giudici di pace aveva parlato di 'esimente della non intenzionalità' almeno per i primi tempi e fino alla prima notifica di contravvenzione. Palazzo D'Accursio 'impugna' le intenzioni espresse sui ricorsi e segnala il caso a Consiglio superiore della magistratura e ministero della Giustizia Commenta la notizia
Bologna, 19 settembre 2007 - Nella battaglia sulle multe ora si accende un nuovo fronte: il Comune di Bologna "impugna" le intenzioni espresse dai giudici di pace sui ricorsi a Rita e segnala il caso a Consiglio superiore della magistratura e ministero della Giustizia. Il caso nasce dalle dichiarazioni espresse a mezzo stampa dal coordinatore dei giudici di pace di Bologna Luigi Cocco, intervistato il 13 settembre da un quotidiano locale.
Cocco spiegava che l'orientamento assunto dai giudici di via Barontini, "deciso in una riunione ad hoc", e' di riconoscere ai motociclisti multati in via Farini (il varco e' acceso da lunedi') "l'esimente della non intenzionalita'" almeno per i primi tempi e fino alla prima notifica di contravvenzione. "Per anni- spiega Cocco- c'e' stata disomogeneita' nei comportamenti e nelle sanzioni relative alla corsie preferenziali e alle infrazioni dei motociclisti. Molti ricorrenti sono disorientati". Infatti non tutte le preferenziali sono off-limits per i motorini. Per questo almeno nei primi tempi, promettono i giudici di pace, "cercheremo di valutare certi ricorsi con una certa dose di tolleranza".
Ma quelle parole non sono andate affatto giu' all'amministrazione comunale guidata da Sergio Cofferati, praticamente ogni giorno alle prese con le polemiche per l'alto numero di contravvenzioni con le quali il Comune e' accusato di "fare cassa". E cosi', dopo qualche giorno di riflessione, parte la controffensiva, con una "segnalazione" agli organi di competenza a partire dal Csm, organismo di autogoverno della magistratura, al presidente della Corte d'appello e per conoscenza anche a Clemente Mastella, ministro della Giustizia.
"Abbiamo provato sconcerto per le dichiarazioni del dottor Cocco- spiega l'assessore comunale alla Mobilita' Mauruzio Zamboni- che ci appaiono preoccupanti". Le parole dei giudici di pace, attacca Zamboni, "fanno intravedere una nuova fattispecie giuridica che e' il pre-giudizio, l'espressione di un giudizio senza che ci sia la presenza del fatto. Dichiarazioni di questo genere possono indurre un errato convincimento nei cittadini che le regole della circolazione stradale possono essere violate impunemente".
Tra l'altro, ricorda l'assessore, in via Farini la sperimentazione si prolunga da sei mesi, "con vigili otto ore al giorno per due o tre mesi", e cartelli di segnalazione anche "non previsti dal codice". Dunque agli occhi dell'assessore l'informazione c'e' stata tutta: oltrettutto anche i primi dati arrivati sui passaggi in via Farini dopo l'avvio della telecamera parlano di numeri "molto molto bassi per i motorini. Non vorrei che crescessero".
Cosa che sarebbe possibile, fa capire insomma l'assessore, se si lasciasse intravedere ai motociclisti la possibilita' di farla franca.
Intanto, di fatto, la Polizia municipale di Bologna sta continuando in questi giorni a concedere rateizzazioni record a pluri-multati a basso reddito (redditometro Isee sotto i 15 mila euro) che non possono pagare in un'unica tranche. Spicca su tutti il caso di una donna, B.B., a cui il 18 settembre e' stata riconosciuto il diritto di pagare a rate (ben 15 da 818 euro l'una) il suo maxi-debito col Comune di 12.284 euro, interessi compresi. Una vera e propria fortuna sperperata con una valanga di multe messe assieme tra il 2005 e il 2007. E' andata un po' meglio al signore a cui lo stesso giorno, stando agli atti dirigenziali emanati dai vigili urbani, e' stata concessa la rateizzazione di 4.959 euro ("solo" 10 rate, da 495 euro).
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