Bologna, 19 settembre 2007 - Aveva un modo di visitare, in particolare quando controllava i seni, che metteva a disagio le sue pazienti. Per questo quattro donne (in tempi diversi) hanno deciso di segnalare il comportamento del ginecologo all'Ausl di Bologna e ora la vicenda e' approdata in Procura. Per il caso piu' vecchio, risale al 2006, lunedi' c'e' stata l'udienza preliminare davanti al gip Marinella De Simone. Il pm Maria Gabriella Tavanodi ha chiesto un'archiviazione, ma il Gip ha optato per ulteriori indagini. Per gli altri tre casi (tutti del settembre 2006, ma uno solo si e' trasformato in querela), il pm Giuseppe Di Giorgio ha firmato l'avviso di fine indagini, atto che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.
Quello che turbava le pazienti era il fatto che il ginecologo, un 60enne da una vita al lavoro nei consultori, controllava il seno stando in piedi alle loro spalle. Sembrava appoggiato in modo equivoco e, secondo alcune, si percepiva la sua eccitazione. L'Ausl, raccolte le segnalazioni (inizialmente anonime), le ha trasmesse alla Procura ha aperto due fascicoli, trattandosi di ipotesi di reati procedibili d'ufficio perche' commessi da un medico del servizio pubblico. Per entrambi i procedimenti, l'accusa e' violenza sessuale.
Ma il medico sostiene che si tratta delle consuete modalita' con cui deve essere svolta la visita di controllo al seno e nega ogni accusa.
Nell'ambito della prima indagine, aperta in base ad una sola segnalazione e coordinata dal pm Tavano, venne anche disposta una consulenza medico-ginecologica, per chiarire se effettivamente le modalita' della visita al seno impiegate dal medico fossero corrette. Il pm Di Giorgio (che ha appena concluso le indagini sugli episodi siccessivi), spiega che per il consulente le modalita' rientrano nelle tipologie di visita al seno, ma non sono la tecnica piu' usata. "La perizia e' stata fatta male e quella e' la corretta tecnica di visita che ogni ginecologo applica", sostiene invece l'avvocato Cristina Gandolfo che difende il professionista per il primo episodio (su cui sono state disposte le ulteriori indagini).
Nel secondo fascicolo, invece, gli episodi contestati al ginecologo sono due. Una delle tre segnalazioni giunte all'Ausl nel settembre 2006, infatti, spiega Di Giorgio, non e' stata tenuta in considerazione perche' non e' stato possibile identificarne l'autrice, forse perche' si trattava di una donna straniera. Le altre due invece sono arrivate da una donna italiana sui 30 anni, che ha deciso di sporgere querela, e da una straniera poco piu' che ventenne, limitatasi alla segnalazione.
L'Ausl, fa sapere Gandolfo, non ha per il momento preso verso il ginecologo nessun tipo di provvedimento.
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