Bologna, 5 ottobre 2007 - Fallisce il dialogo con il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, (Crash definisce "una sorta di bluff" l'incontro di questa mattina con il primo cittadino) e i centri sociali sono pronti a a marciare domani per Bologna. Gli organizzatori del corteo anti-Cofferati hanno infatti ricevuto la notifica del percorso della manifestazione, in programma per domani a partire dalle 15.
Il concentramento e' previsto anziche' in piazza Nettuno (per la concomitanza con un evento della Curia per la chiusura del Congresso eucaristico diocesano) all'angolo tra via Indipendenza e via Righi. Poi il corteo attraversera' via Indipendenza, via dei Mille, via Marconi, piazza Malpighi, via Nosadella, via Saragozza, via Urbana, via d'Azeglio per concludersi a Porta San Mamolo alle 20. Domani, visto che nessuna offerta "concreta" e immediata e' arrivata dal sindaco, Crash si prepara ad occupare uno spazio della citta', "un obiettivo- spiega il portavoce Giuseppe- a cui non siamo disposti a rinunciare. Dalla giornata di domani Crash avra' uno spazio".
Forti delle oltre 880 adesioni al corteo di realta' bolognesi e nazionali, i ragazzi di Crash sono usciti totalmente insoddisfatti dall'incontro di questa mattina con Cofferati e alcuni suoi collaboratori.
Entrati nell'ufficio del primo cittadino alle 10, i ragazzi di Crash ne sono usciti definitivamente attorno alle 11.30, dopo un un tentativo di dialogo proseguito a singhiozzo. Ma le conclusioni sono molto nette. "Ci hanno fatto proposte- riassume Giuseppe, che era nella delegazione con altri cinque attivisti, di cui cinque ragazze- che snaturano la nostra essenza. Un incontro infruttuoso dal punto di vista del dare uno spazio a Crash. Se ci fosse stata una volonta' seria di risolvere il problema, non si sarebbe fatto dopo lo sgombero del 20 agosto e non alla vigilia di un corteo".
Il sospetto del collettivo e', insomma, che Cofferati abbia cercato di "depotenziare" la manifestazione. "Consideriamo questo incontro non fondato su proposte materiali come una sorta di bluff", spiega Giuseppe. Un tentativo dove ha contato "piu' l'aspetto mediatico".
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