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OMICIDO BALANI

Andrea Rossi davanti al giudice
"Omicidio volontario premeditato"

Il commercialista comparirà davanti al Gup: in carcere dallo scorso gennaio, è accusato di aver strangolato la pensionata che lo aveva visto crescere e al quale aveva affidato investimenti per due milioni

Andrea Rossi, il commercialista accusato della morte di Vitalina Balani Bologna, 5 novembre 2007 - Questsa mattina davanti al Gup Marinella De Simone comparirà il commercialista bolognese Andrea Rossi per rispondere nell'udienza preliminare di omicidio volontario premeditato: secondo le indagini condotte dal Pm Elisabetta Melotti e dalla Squadra Mobile fu lui, il 14 luglio 2006, a strangolare Vitalina Balani, la pensionata che lo aveva visto crescere e al quale aveva affidato investimenti per due milioni.

 

Il commercialista, 44 anni, aspetto da bravo ragazzo, moglie e sei figli, si trova in carcere dal gennaio scorso si e' sempre detto estraneo all'omicidio. Oltre all'accusa di omicidio, a suo carico sono state formulate anche quelle di appropriazione indebita e circonvenzione. Secondo la ricostruzione dell'accusa, Rossi, uomo dal fisico imponente, avrebbe commesso l'omicidio per garantirsi il profitto degli altri reati. Era il commercialista di famiglia che Vitalina e il marito novantaquattrenne, Aldo Fabiani, avevano visto crescere.

 

A lui avevano affidato i loro investimenti e il professionista ne avrebbe approfittato per spogliarli di beni per quasi due milioni. Secondo le indagini del Pm Melotti e della squadra mobile, il commercialista anche dopo l'omicidio avrebbe continuato la sua opera di sottrazione dei beni della famiglia Fabiani-Balani. Per questo e' stato accusato anche di circonvenzione di incapace. I familiari di Vitalina sono assistiti come parte offesa, dagli avvocati Gaetano Insolera, Marco Zanotti, Francesco Cardile e Giovanni Sacchi Morsiani.

 

Rossi, incensurato, avrebbe strangolato Vitalina perche' la donna aveva scoperto che la cifra che gli aveva dato da investire in realta' era andata a tappare buchi finanziari che lui stesso aveva prodotto, forse per la sua grande passione per l'antiquariato. Nell'interrogatorio del 31 agosto scorso, successivo all'avviso di fine indagine, per la prima volta aveva ammesso di aver ricevuto denaro dai coniugi, ma aveva detto anche di averli restituiti. Del passaggio di denaro dalla famiglia a lui ci sono riscontri bancari, che invece mancano per provare la restituzione. Dalla parte del commercialista, difeso dagli avvocati Gian Vito Califano e Tommaso Sorrentino c'e' il fatto che l'esame del Dna ha dato esito negativo.

 

Subito dopo l'arresto il Tribunale del Riesame aveva respinto la richiesta di Rossi di tornare in liberta', ricordando, tra le altre cose, che il commercialista inizio' a cancellare le tracce delle transazioni finanziarie con Vitalina Balani e il marito neanche sette ore dopo il delitto, quando ancora nessuno sapeva che la pensionata era stata uccisa. Non solo. Rossi spense, nei minuti in cui veniva consumato il delitto, il suo telefono cellulare.

 

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