Bologna, 9 novembre 2007 - Nessuno dei sei sanitari- cinque medici e un tecnico di Radiologia- del Policlinico Sant'Orsola di Bologna, indagati di omicidio colposo per la morte di Daniela Lanzoni, e' stato sospeso dall'esercizio del pubblico servizio.
Cosi' ha deciso il gip di Bologna Andrea Scarpa, rigettando la richiesta della misura avanzata dal pm Francesco Caleca per tutti i sei indagati. I cinque medici e il tecnico sono stati ascoltati dal gip uno dopo l'altro mercoledi' e al termine degli interrogatori Scarpa si era riservato. Questa mattina la riserva e' stata sciolta: secondo il giudice non ci sono esigenze tali che motivino l'emissione della misura cautelare chiesta dalla Procura.
La richiesta del pm Caleca arrivava a fronte dei "gravi profili di colpa" emersi a carico degli indagati nel corso delle indagini. Gravi a tal punto da rendere necessaria la sospensione dal servizio per evitarne la reiterazione. Secondo il gip Scarpa, pero', nonostante non manchino indizi di colpevolezza, l'esigenza cautelare non sussiste. E' lo stesso pm Caleca, appresa la notizia della misura, a spiegare che, trattandosi di un reato di tipo colposo, l'emissione di una misura cautelare sia effettivamente difficile da ottenere e motivare.
E' invece tuttora sospeso dal servizio (lo decise il gip Scarpa il 17 ottobre) l'urologo Giuseppe Corrado, settimo indagato nell'inchiesta per omicidio colposo. La Procura lo ritiene colpevole- e lo stesso medico lo ammise nell'interrogatorio successivo al suo arresto- di aver falsificato la cartella clinica di Lanzoni. E di aver anche spinto un'infermiera, indagata solo per falso materiale, ad apportare un'altra correzione. Lanzoni mori' al Policlinico il 27 settembre dopo un intervento chirurgico eseguito per errore.
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