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CAOS AL MAGGIORE

Il direttore della pediatria si scusa con i genitori:
"Siamo pronti per l'influenza di febbraio"

Il personale del Pronto Soccorso, fanno sapere dall'ospedale, resterà lo stesso. nei momenti di maggiore affluenza verrà in supporto un medico in turno del reparto pediatria

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Pediatria Bologna, 15 gennaio 2008 - Il direttore dell'unita' operativa di Pediatria dell'Ausl di Bologna, Paolo Minelli, chiede personalmente "scusa" ai genitori per le lunghe attese di ieri, ma il personale del Pronto soccorso pediatrico dell'Ospedale Maggiore resta quello. Cioe' un medico, un operatore socio sanitario e un infermiere. Con una promessa: in caso di grandi afflussi, un medico in turno del reparto pediatria dara' una mano. Dopo il caos di sabato notte e il bis di ieri al Ps pediatrico del Maggiore, , il direttore sanitario Massimo Annicchiarico e il direttore del Dipartimento igienico-organizzativo, Gianna Poppi, cercano di porre placare le furie dei genitori. Mamme e papa' hanno atteso per ore che i figli fossero visitati, hanno denunciato la mancanza di assistenza, sono giunti quasi alle mani dall'esasperazione. Ma i dirigenti medici, nello scusarsi, non rinunciano a rimarcare l'idea che nell'affollamento al Ps, giochi un ruolo non piccolo anche un "atteggiamento culturale", quello di chi decide andare in Ospedale prima di consultare il medico di famiglia.
Annicchiarico comincia rassicurando che i casi di meningite, che hanno probabilmente fatto scattare i timori dei genitori, quest'anno sono anche meno dell'anno scorso. "Non ci sono rischi di epidemie" e comunque "una volta comprese le paure giustificate dei genitori, assunto che in questi giorni c'e' stato un notevole aumento di accessi, vogliamo trovare una soluzione". Quindi, in caso di bisogno al Ps, un medico che e' in turno nel reparto si sposta e aiuta. Magari aggiunge Annicchiarico, "pensiamo a dare maggiore assistenza ai genitori in attesa. In questo caso hanno vissuto forte apprensione, pure se la salute dei pazienti e' stata garantita". 

 

Per quanto riguarda azioni a medio termine, la Conferenza provinciale socio-sanitaria sta studiando di estendere il servizio di guardia medica anche per i bambini.
In pianura il servizio sarebbe simile a quello per adulti: con un telefono che funzionerebbe anche il sabato e la domenica. A Bologna citta' porterebbe invece ad avere un ambulatorio specifico per i piccoli pazienti aperto per codici non gravi.
La speranza di Annicchiarico e' di portare a casa la soluzione entro l'inizio dell'estate, ma "serve un accordo tra Ausl, conferenza, la categoria...", insomma non nasce dalla sera alla mattina. Al Maggiore, ammette poi Minelli "non c'e' un organico specifico per il Pronto soccorso, un medico per ognuno dei tre turni: uno la mattina, uno il pomeriggio, uno la sera". Ma questo non sembra significare che ci sia l'intenzione di aumentare l'organico dell'unita' operativa di Pediatria (la degenza ha 14 letti), composto di 11 medici (uno dei quali a tempo determinato e l'altro non puo' fare servizio al Ps), 17 infermieri e otto operatori socio sanitari.
Detto questo, nel fine settimana scorso al Ps pediatrico sono transitati 174 bambini (119 il fine settimana precedente), di cui solo 10 sono stati poi ricoverati. Ieri, invece, i piccoli sono stati 43 di cui quattro ricoverati. Allo stesso tempo, pero', aggiunge il direttore dell'Unita' operativa, gli accessi a tutti i Pronto soccorso in un anno non sono particolarmente alti nei fine settimana o di notte. Quando cioe' il medico di famiglia e' piu' difficile da trovare.

 

 

Dal 2003 al 2007 all'ospedale Maggiore si e' passati da 11.871 a 15.868 accessi al Pronto soccorso pediatrico, a Bentivoglio dal 2002 al 2007 da 6.500 a 10.362.
Cosa significa? "Senza voler colpevolizzare i genitori - precisa Minelli- e' vero che l'atteggiamento di recarsi al Pronto soccorso e' molto diffuso. C'e' une certa preferenza rispetto al medico di base". Pure se l'Italia "e' l'unico paese al mondo ad avere la pediatria di famiglia" e pure se del totale dei codici che giungono in Ps pediatrico solo il 4% e' ricoverato. E poi c'e' da considerare che "i Pronto soccorso non sono dei supermercati dove si prende il numero e si aspetta, ma si da' la precedenza al codice piu' grave".
Intanto, per febbraio, quando arrivera' il picco delle influenze, il Maggiore ha gia' predisposto un piano per affrontare la pandemia.

 

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