Roma, 29 gennaio 2008 - La Corte di Cassazione, con la sentenza 4512 di oggi, ha negato definitivamente a Pietro Gugliotta, uno dei componenti della 'banda della Uno bianca' e l'unico a non essere stato condannato all'ergastolo, il permesso premio inizialmente accordatogli dal magistrato di sorveglianza del tribunale di Bologna e poi revocato, a luglio 2007, dallo stesso tribunale. Fra i motivi del rifiuto, c'è la cosiddetta "pericolosità sociale" che, in tutti questi anni, il Gugliotta non ha superato.
Infatti, il suo ricorso è stato ritenuto infondato e inammissibile dalla Suprema Corte, perché, si legge in motivazione "con sentenza coerente ed ineccepibile, rispondente ai parametri normativi, il Tribunale di sorveglianza emiliano ha escluso la concessione del permesso premio al Gugliotta, in base, soprattutto, al rilievo che, a parte la gravità dei reati e la negatività, anche attuale, delle informazioni provenienti dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e della divisione anticrimine della Questura, non era ancora possibile, al momento, ritenere né elisa né attenuta la pericolosità sociale del condannato, così da consentire la concessione del beneficio invocato".
Tappa bolognese del tour promozionale per il film "Scusa ma ti chiamo amore". Raoul Bova, Michela Quattrociocche, i protagonisti della storia, e Federico Moccia, regista e autore del best sellers omonimo edito da Rizzoli e da cui e' stato tratto il film, si sono presentati agli studenti del liceo per parlare della pellicola e rispondere alle loro domande LEGGI L'ARTICOLO