Bologna, 21 febbraio 2008 - La Guardia di Finanza di Bologna, nell'ambito delle indagini volte a contrastare il fenomeno dell'ingresso e della permanenza illegale in Italia di clandestini extracomunitari provenienti in particolare dal Pakistan e dalla Moldavia, ha scoperto una organizzazione che mirava a favorire l'ingresso nel nostro Paese di extracomunitari mediante la stipula di matrimoni falsi e attestazioni lavorative fasulle.
La magistratura ha disposto il fermo di cinque pakistani ed un italiano. Per i falsi matrimoni - finora ne sono stati scoperti tre, mentre sono in corso accertamenti su altri casi -l'organizzazione criminale combinava le nozze tra donne italiane e cittadini extracomunitari: il matrimonio veniva celebrato in Pakistan e consentiva allo sposo di richiedere il ricongiungimento con la propria moglie italiana, nel frattempo rientrata nel nostro Paese, e di ottenere il visto per l'ingresso in Italia ed il permesso di soggiorno in attesa del riconoscimento della cittadinanza italiana. Alle donne italiane veniva corrisposto un compenso di 6.000 euro, mentre i cittadini extracomunitari dovevano versare all'organizzazione 15.000 euro.
L'altro aspetto truffaldino riguardava le false attestazioni lavorative e avveniva in due modi: due cooperative di servizi gestite da membri dell'organizzazione richiedevano l'ingresso di cittadini extracomunitari in cambio di somme di danaro (da 13mila a 16mila euro) che gli interessati dovevano versare o scontare con il proprio lavoro; le due cooperative di servizi utilizzavano la manodopera di extracomunitari entrati in Italia su chiamata di aziende italiane compiacenti con l'organizzazione criminale. In questo caso la somma pagata dall'extracomunitario (in contanti o con prestazioni lavorative) veniva ripartita tra l'organizzazione criminale e l'azienda italiana. Numerosi i casi accertati e quello in corso di approfondimento.
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