Bologna, 22 febbraio 2008 - ERANO entrambi in cella di sicurezza. Tutti e due magrebini, ma arrestati per reati diversi: uno per spaccio di droga, l’altro per violazione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Per uno scambio di persona, i carabinieri hanno liberato la persona sbagliata, cioè lo spacciatore, che doveva essere processato per direttissima, tenendo in cella l’immigrato irregolare, per il quale invece il pm di turno aveva disposto la scarcerazione. Una svista che ha costretto il giudice Letizio Magliaro a rinviare gli atti in Procura, visto che ovviamente era impossibile celebrare il processo.
SONO IN CORSO accertamenti per capire come sia potuto accadere un simile episodio. Gli stranieri erano stati arrestati mercoledì, in due distinti interventi dei carabinieri nei consuenti servizi di controlli nel centro storico. Tutto in regola per il pusher, un algerino di 36 anni, il quale appunto doveva finire davanti al giudice. Invece il secondo, un tunisino di 30 anni, a giudizio del pm Enrico Cieri, non doveva finire in carcere. Essendo infatti l’arresto facoltativo per quel tipo di violazione, nel caso in esame il magistrato non aveva ravvisato gli elementi necessari per procedere. E così aveva disposto la scarcerazione e inviato l’ordine ai carabinieri.
E QUI È NATO, ancora non si sa come, l’equivoco. I due peraltro non sono somglianti nè hanno il nome simile.
I militari hanno prelevato dalla cella di sicurezza lo spacciatore, rimettendolo in libertà. L’uomo, ovviamente, non poteva credere a tanta buona sorte e ha fatto perdere subito le proprie tracce. L’altro, che pure ha al suo attivo vari precedenti per droga, questa volta doveva rispondere ‘solo’ per la Bossi-Fini e, chiarito l’equivoco, è stato a sua volta liberato. I carabinieri hanno diramato una nota di ricerca per riacciuffare il fuggitivo, finora senza risultato.
di Gilberto Dondi
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