Bologna, 7 marzo 2008 - IL PREFETTO Vincenzo Grimaldi lascia Bologna. Andrà a Roma, come nuovo alto commissario per la prevenzione e il contrasto alla corruzione. La nomina è arrivata ieri sera, al termine del Consiglio dei ministri presieduto da Romano Prodi, su proposta del ministro dell’Interno Giuliano Amato. Grimaldi prenderà il posto di Achille Serra, dimessosi dall’incarico per candidarsi alle elezioni politiche. Il giro di prefetti ha coinvolto anche altre città, fra cui Torino, Padova e Parma. Proprio da quest’ultima città arriva il successore di Grimaldi, Angelo Tranfaglia, fino a ieri prefetto nella città ducale.
Dopo il questore Francesco Cirillo, dunque, nel giro di pochi giorni sotto le Due Torri cambia anche il rappresentante del Governo. Grimaldi ha appreso la notizia nel suo ufficio, al secondo piano del palazzo di piazza Roosevelt. Con lui c’era il capo di Gabinetto Francesco Russo. Qualche avvisaglia della nomina c’era, ma, spiega Russo, «finché non c’è la decisione ufficiale in questi casi non è possibile sbilanciarsi».
GRIMALDI, 66 anni, stava molto bene a Bologna, tanto da voler concludere la sua lunga e onorata carriera proprio all’ombra delle Due Torri, insieme alla moglie Maghida, ma ora accetterà di buon grado il nuovo e prestigioso incarico, in cui si getterà con l’impegno e la passione di sempre. «Il mio indice di gradimento è massimo, Bologna è una sede che mi gratifica molto sul piano professionale: le dirò che anche mia moglie è contenta», aveva detto al suo arrivo in città, nel giugno 2003.
NAPOLETANO, nominato prefetto nel ’90, Grimaldi è stato direttore centrale delle scuole di polizia, Commissario straordinario del Governo per l’immigrazione dei paesi extracomunitari e vicecapo della polizia. Nel ’93 era vicecapo di gabinetto al Ministero dell’Interno e qualche anno dopo è stato nominato commissario straordinario per L’Aquila e Bari. A Trieste dal giugno del 2000, era poi a arrivato a Bologna, come detto, nel 2003, prendendo il posto di Sergio Iovino, il prefetto in carica all’epoca dell’omicidio di Marco Biagi.
g. d.
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