Bologna, 7 marzo 2008- Una tonnellata di polvere al giorno. Tanto veleggia nell'aria di Bologna a causa del traffico cittadino. Sono dunque le due e le quattro ruote, afferma l'assessore all'Ambiente del Comune di Bologna, Anna Patullo, la principale causa dell'inquinamento sotto le Due Torri. Il dato scagionerebbe dunque le tanto bistrattate caldaie a gasolio.
Infatti, il loro "contributo e' minimo- sostiene infatti Patullo- nell'economia piu' generale delle emissioni di polveri". E rinforza la sua tesi citando una stima fatta dalla Provincia e contenuta nel Piano provinciale di gestione di qualita' dell'aria. "Le circa 800 caldaie a gasolio censite allora- spiega l'assessore- con un funzionamento di 14 ore al giorno, producono circa otto chilogrammi di polveri. In un giorno, nel territorio di Bologna, il traffico produce circa una tonnellata di polveri".
Quindi, tira le somme Patullo, "anche la sostituzione di tutte le caldaie equivarrebbe a una diminuzione infinitesimale delle emissioni giornaliere complessive di polveri". L'assessore risponde cosi' all'interpellanza del capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella, durante il Consiglio comunale di oggi, cui che chiedeva il censimento delle caldaie a gasolio in funzione a Bologna.
Alla data del 30 gennaio 2008, spiega Patullo a Carella, erano 734 gli impianti di riscaldamento non a gas o metano attivi in citta': 663 a gasolio e 72 alimentati a olio. Nei suoi edifici, comprese scuole e centri civici, ma non gli alloggi Erp, il Comune ha in funzione 21 caldaie a gasolio, un generatore a olio e tre sottocentrali a Tbz. "Dal marzo 2006 al dicembre 2007- rende noto Patullo- Hera ha metanizzato e messo in esercizio 40 impianti", a cui vanno aggiunti altri 45 programmati per i prossimi mesi. Da parte sua, Palazzo D'Accursio ha convertito a metano due impianti tra il 2006 e il 2007 e altri tre, in funzione in altrettante scuole, saranno metanizzati nel corso di quest'anno. Gia' convertita a gas anche la centrale Acer in zona Barca, "la piu' inquinante di tutta la citta'- afferma Patullo- con un consumo di 500 tonnellate all'anno di olio combustibile".
Il Comune ha poi messo un freno anche alle emissioni di un altro dei maggiori impianti di riscaldamento in citta', quello di Palazzo D'Accursio: passando all'alimentazione a gasolio bianco, spiega l'assessore, "abbiamo ridotto l'inquinamento prodotto dalla centrale del 70%". Per 15 caldaie a gasolio in funzione nei propri edifici, il Comune ha chiesto un finanziamento al Ministero per la riconversione a metano.
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