Alla celebrazione fatta in preparazione della Pasqua, l'arcivescovo di Bologna ha spiegato che quello del militare è un "mestiere duro" da svolgere al "servizio al bene comune "
Bologna, 14 marzo 2008 - Quello del militare è un "duro mestiere", ma qualcuno deve pur farlo. E', in sostanza, il modo in cui il cardinal Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, si è rivolto oggi agli esponenti delle Forze armate che hanno partecipato alla messa in preparazione della Pasqua concelebrata con i cappellani militari nella Basilica di S.Francesco.
"La divisa che voi portate - ha affermato l'arcivescovo durante l'omelia - dice che avete scelto il servizio al bene comune come l'impegno della vostra vita. Questo servizio può assumere forme diverse a seconda dell'Arma a cui appartenete, ma nella sostanza è la stessa missione: che sia difeso e promosso quel bene comune la cui condivisione costituisce il vero e più robusto tessuto connettivo del nostro popolo, e quindi dello Stato". Si tratta dunque di un "lavoro difficile, duro mestiere in certi momenti almeno".
E questo può accomunare i militari a un profeta, Geremia, che visse un particolare dramma interiore. Geremia, ha spiegato Caffarra, "condannava l'ingiustizia presente nella società del suo tempo" e "metteva in luce implacabilmente la stoltezza di un re e dei suoi ministri che avrebbero portato alla rovina del popolo". Fu ingiustamente carcerato e tentato di rinunciare alla sua missione, poi riuscì a ritrovare lo slancio affidandosi a Dio. Ebbene, ha detto Caffarra ai militari, "anche voi potete trovarvi a vivere il dramma interiore del profeta".
Una risposta può essere questa: "A nessuno di noi è chiesto di far trionfare la giustizia, ma di agire sempre con giustizia. La prima cosa non puo' esserci chiesta, perché non dipende da noi; dipende invece da ciascuno di noi l'agire con giustizia. E la vicenda umana dimostra che quando si è dimenticata questa semplice e profonda verità, sono stati creati i sistemi più oppressivi ed ingiusti".
L'Antoniano cerca su tutto il territorio nazionale piccoli interpreti per le canzoni straniere che parteciperanno al 51^ Zecchino d'Oro, che si svolgera' a novembre 2008. L'appello e' rivolto a tutti i bambini delle comunita' straniere, presenti in Italia, di Canada, Cina, Ecuador, Germania, Grecia, Libano, Nigeria, Portogallo, Romania e Slovenia. La partecipazione e' gratuita ed e' rivolta ai bambini, dai quattro ai 10 anni