Bologna, 25 marzo 2008 - SE NON FOSSE una squadra di calcio sarebbe un orologio svizzero. Di quelli che spaccano il secondo e non si fermano mai. L'andamento lento l'ha conosciuto solo nelle prime 7 giornate, che sono coincise col difficile mese di settembre: tre vittorie, altrettanti pareggi e una sconfitta non erano un passo che si addiceva a chi doveva mordere il campionato ai garretti. Ma di lì in poi il Bologna ha marciato a passo di corsa: forsennata fino a Natale, per recuperare il terreno perduto e conquistare la testa della classifica; più regolare da gennaio in avanti, ma sempre a ritmi elevatissimi.
Il risultato è una mela spaccata in due esatte metà: a far di conto, la media punti del girone d'andata coincide quasi perfettamente con quella della prima metà del girone di ritorno. E in quel 'quasi' c'è già una notizia. Se uno dei talloni d'Achille di quasi tutti i Bologna degli ultimi dieci anni è stata la flessione – più o meno accentuata – nei gironi di ritorno, quest'anno Arrigoni finora può fregiarsi di un altro merito: dopo il giro di boa la sua squadra non solo non ha rallentato, ma ha addirittura impercettibilmente accelerato. Bologna campione di regolarità, in ogni caso. Se da fine agosto a oggi i rossoblù viaggiano alla media di 2 punti e rotti a partita non è più nemmeno il caso di stupirsi: significa che il motore è rodato per reggere questa andatura.
E LO STESSO Arrigoni, che pure strabuzza gli occhi a metà tra l'incredulo e il corrucciato (per via della concorrenza che non molla) ogni volta che scorre la classifica, forse dovrà farsene una ragione: non sarebbe una sorpresa se questa squadra corresse fino a giugno. Sarebbe invece, questo sì, un ribaltamento della più recente storia.
A rileggere la storia degli ultimi campionati un Bologna che ha corso, al ritorno, con lo stesso passo dell'andata costituisce un'eccezione: la regola, piuttosto, è stata la frenata. Nel 2002-2003 il Bologna di Guidolin quarto in serie A a Natale incappò in un girone di ritorno disastroso e acciuffò la salvezza solo a quattro giornate dalla fine. Del Bologna di Mazzone che nelle ultime 14 giornate (dalla sconfitta di Bergamo con l'Atalanta in poi) dilapidò tutta la dote fino a conoscere, nel giugno 2005, la più incredibile delle retrocessioni, sono pieni i libri di storia rossoblù. E il giro di boa si è rivelato fatale anche lo scorso anno al Bologna che è stato prima di Ulivieri e poi di Cecconi: capolista a dicembre, la squadra si è ritrovata a giugno fuori dalla virtuale zona playoff. La scommessa più difficile da vincere, adesso, è non mollare fino alla meta. Missione impossibile? No, considerato che l'anima più tecnica del gruppo, ovvero Adailton e Bombardini, finora è stata frenata dagli infortuni e solo adesso può cominciare (o ha appena cominciato: è il caso del brasiliano) a lasciare la sua impronta sul campionato.
UN ALTRO fattore induce a ritenere possibile che la squadra regga il ritmo pazzesco a cui sta viaggiando da sette mesi: limitati i danni sul piano degli infortuni nel trittico ravvicinato di marzo — le tre partite in sette giorni con Piacenza, Treviso e Frosinone — ora c'è un gruppo quasi al completo (fa eccezione Amoroso, che ne avrà per altre due settimane) che da oggi può ricominciare a lavorare mettendo energia preziosa nelle gambe. “Se nelle prossime partite non si fa male nessuno _ disse Arrigoni prima del crac di Amoroso _ tra un mese saremo al top”. Il mese scade non a caso a metà aprile, quando il Bologna sfiderà in trasferta prima il Chievo (12 aprile) e poi l'Albinoleffe (26 aprile). Centottanta minuti che saranno lo snodo cruciale della stagione. Ma che non fanno paura a una squadra che punta al primo (posto) spaccando il secondo. Benedetta regolarità.
di MASSIMO VITALI
Saranno tre giorni di incontri, concerti e proiezioni. Il 'Patti Smith festival: Dream of life', organizzato da Nuova Scena-Arena del Sole, si svolgerà dal 4 al 6 aprile tra il teatro e il cinema Lumiere
LEGGI LA NOTIZIA