BOLOGNA, 3 APRILE 2008- «SE NON VUOI che ti ammazziamo tuo figlio molla questo orologio». Con queste parole, due ‘roleros’ con uno spiccato accento partenopeo hanno convinto il bolognese di 47 anni rapinato lunedì sera in via Felsina a consegnare loro il suo prezioso ‘Audemars Piguet’ di fabbricazione svizzera. L’episodio, su cui indagano i carabinieri della stazione Mazzini, è avvenuto attorno alle 19, nella stessa serata in cui in via Bellinzona è stato derubato un noto designer. E la sera successiva altri due colpi, anche questi con modalità violente, sono stati messi a segno dalla ‘banda del Rolex’.
L’UOMO rapinato in via Felsina è un dirigente d’azienda: nella colluttazione coi due malviventi ha riportato escoriazioni al polso e una distorsione del pollice. Ha una prognosi di 23 giorni. E’ stato aggredito al momento di scendere dalla sua auto sportiva, a bordo della quale c’era anche il figlio dodicenne. Il bambino inizialmente è scappato ma, vedendo che i due rapinatori stavano avendo la meglio sul padre, è tornato indietro e ha preso a pugni uno dei malviventi. Quest’ultimo lo ha spinto via e poi ha minacciato di fargli del male se il genitore non avesse consegnato l’orologio, del valore di 15mila euro. Sulla carrozzeria della vettura sarebbero state poi trovate delle impronte digitali, ora all’esame del Ris di Parma. Se i banditi hanno precedenti, potrebbero essere identificati nel giro di pochi giorni.
E’ STATO invece riconosciuto con certezza in una foto segnaletica della polizia il rapinatore, forse appartenente allo stesso gruppo, che l’altra sera attorno alle 18.30 in via Siepelunga ha aggredito un imprenditore di 39 anni per rubargli un Rolex Daytona. La vittima è assistita dall’avvocato Stefano Bordoni, che ha preso contatto anche con l’uomo aggredito in via Bellinzona: le descrizioni dei tre banditi entrati in azione nei due episodi sono molto simili. «Lui ha cercato di resistere all’aggressione — spiega il legale —. A un certo punto è riuscito a girare le chiavi nel quadro e a suonare il clacson ma nessuno è intervenuto, benché a quell’ora in via Siepeleunga ci fossero diverse persone. Non solo, è stato lui stesso a chiamare per primo il 113, nessun altro aveva dato l’allarme: il mio cliente è rimasto molto colpito da questa indifferenza. Si è trattato di un episodio violento». Pochi minuti prima della rapina, la vittima era stata affiancata dallo scooter dei ‘roleros’ al semaforo di Porta Santo Stefano, e quindi seguito fino al momento dell’assalto.
LA QUARTA aggressione nel giro di 24 ore riguarda invece una donna di 45 anni, presa di mira in vicolo Bolognetti attorno alle 18 di martedì. La vittima, che possedeva un Rolex, è stata afferrata per il polso e trascinata a terra. Anche in questo caso i banditi erano tre, a bordo di due scooter.
di Enrico Barbetti
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