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Postacchini è il nuovo presidente
"Aspettatevi una valanga di idee"

Vince su Sforza 89 a 76. Una vittoria che decreta il successo della linea più vicina al presidente uscente, Bruno Filetti, sulla lista che invece chiedeva un profondo rinnovamento nelle stanze dei bottoni di Strada Maggiore
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Postacchini e De Scrilli Bologna, 4 aprile 2008 - SORRIDE e mentre continua a ricevere i complimenti di amici e avversari afferma deciso: «Ora la città deve aspettarsi una valanga di idee». Enrico Postacchini, 49 anni, è stato appena eletto presidente dell’Ascom. Le 19,30 sono passare da poco e dopo oltre quattro ore di riunione si è concluso il consiglio generale che lo ha ‘incoronato’ numero uno dei commercianti per i prossimi quattro anni. Postacchini, al vertice del sindacato dei tessili, ha ottenuto 89 voti battendo l’altro sfidante, il leader degli orafi Pier Luigi Sforza, che ne ha conquistati 76. Una vittoria che decreta il successo della linea più vicina al presidente uscente, Bruno Filetti, sulla lista che invece chiedeva un profondo rinnovamento nelle stanze dei bottoni di Strada Maggiore. Anche se, numeri alla mano, i ‘rivoluzionari’ possono contare su una minoranza di ‘peso’.

L’ASSEMBLEA si è tenuta nel quartier generale dell’associazione, a Palazzo Segni Masetti. Convocato il ‘mini parlamentino’ che raccoglie i 171 rappresentanti delle ‘sotto categorie’ dell’Ascom, dei quartieri e dei Comuni della provincia. La partecipazione è stata massiccia: 167 i voti a disposizione (144 presenti e solo 23 deleghe). Durante la riunione non ci sono stati momenti di tensione e il dibattito è filato via come l’olio, con interventi a sostegno di entrambi gli schieramenti, dopo l’introduzione di Filetti. Durante lo scrutinio Postacchini è sempre stato in vantaggio tanto che quando ha raggiunto il quorum è scattato l’applauso e Sforza è stato tra i primi a stringergli la mano. Alla fine i voti di scarto sono stati 13 (una scheda nulla e una persona non ha partecipato al voto) e lo sconfitto ha riconosciuto: «Se l’assemblea fa una scelta io la rispetto».

A FAR PENDERE con decisione l’ago della bilancia dalla parte di Postacchini è stata anche l’alleanza delle ultime settimane con l’albergatore Celso De Scrilli, primo candidato a scendere in pista circa un anno fa; sarà uno dei quattro vice, insieme a Gilberto Lambertini, Valentino Di Pisa e Marco Piana. E proprio De Scrilli si lascia andare a una battuta su Sforza: «Non sarei mai stato il suo vice, glielo ho anche detto. Questa è un’ottima squadra».

 

E soddisfatto per l’epilogo del pomeriggio è Filetti, da poche settimane al vertice della Camera di commercio, che sottolinea: «Non avevo candidati, però ho votato Postacchini. D’altra parte è stato mio vice nel primo mandato e nostro rappresentante nel consiglio d’amministrazione della Fiera. E’ una dimostrazione di fiducia». Poi, annunciando di aver lasciato l’incarico in aeroporto, mette sotto la lente le tensioni che hanno caratterizzato la ‘campagna elettorale’, con alcuni soci che hanno accusato la dirigenza dell’associazione di sostenere proprio il neo presidente. «Le tensioni non sono state dettate da mal di pancia interni, piuttosto dal fatto che l’Ascom è un boccone molto goloso. In questo periodo ci sono state scompostezze». Sulla correttezza dell’assemblea interviene il direttore generale Giancarlo Tonelli: «Ci sono ottimi presupposti per fare un buon lavoro in futuro, con tutti».

 

Tuona, invece, Alberto Vannini, storico commerciante tifoso di Sforza e consigliere comunale de La tua Bologna, convinto fino all’ultimo della vittoria: «Diciassette persone ci avevano promesso il voto, ma alla fine si sono tirate indietro. In queste occasioni il sostegno dell’apparato è fondamentale per vincere, però riconosco il successo di Postacchini». Presente all’elezione, come rappresentante degli edicolanti, un altro consigliere comunale, il forzista Daniele Carella: «Per chi ho votato? Non lo dirò mai».

di MATTEO NACCARI










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