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Sabatini: "Virtus, scendere in Lega Due servirebbe"

Il rilancio del numero uno bianconero: «La Virtus è in vendita. Non mi va di prendere insulti, e ricordo che questa gestione del palasport può essere scissa dalla società"
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Claudio Sabatini BOLOGNA, 7 APRILE 2008 - La provocazione di Sabatini è forte. E’ la delusione di chi ha subito i fischi ancora prima della palla a due, per un saluto all’ex capitano Di Bella: «Servirebbe scendere in Lega Due per un pò, ricostruire e farsi un bagno d’umiltà».

Dopo il ko con Milano, il patron Virtus è amareggiato. E rilancia: «La Virtus è in vendita. Non mi va di prendere insulti, e ricordo che questa gestione del palasport può essere scissa dalla società: e, se ritiene di non voler stare al PalaMalaguti, che torni al Paladozza. Ma intanto lo stiamo dipingendo di bianconero per farla diventare una vera casa, per farlo diventare un simbolo importante, e giocare a Casalecchio pur essendo questo uno sforzo importante. Io so che sono arrivato con 40 miliardi di debiti, e ora ci sono utili. Il Bologna ha perdite per 7 milioni, la Fortitudo presumo per 4-5, noi invece diamo degli assist positivi. Sono un privilegiato, faccio quello che mi piace, e se non mi piace non lo faccio proprio. E adesso sto facendo qualcosa che non mi piace: chi vuole prendere in mano questo progetto venga, ma non è che negli ultimi tempi il telefono abbia squillato poi tanto.

 

La Virtus era in vendita, lo è ancora, e penso che il dissenso vada ascoltato: a chi mi insulta dicendo “vendila”, io ho risposto di trovarmi un acquirente, magari conscio del fatto che c’è dietro anche il Palasport, e che siamo secondi nel ranking di Eurolega davanti anche ad una Roma con ben altre spese. Io non ho mai assicurato vittorie, ma solo che questa società non sarebbe mai fallita, e che adesso è in pari: di certo non voglio chiudere in perdita le stagioni per il basket». Su Di Bella: Chiariamo: io volevo, e parlo tecnicamente, cambiare Fabio assolutamente e cercare un regista con caratteristiche differenti, mentre avrei voluto far chiudere qui la carriera a Vukcevic. E dico che i giocatori in scadenza debbano sempre essere ceduti un anno prima della chiusura del contratto, ragionando da dirigente sportivo. Ma, quando si delega ad un allenatore, si accettano le sue scelte: ho parlato con Pillastrini, serio professionista che forse era distratto dai campionati giovanili in Spagna, e abbiamo cercato un play di esperienza. E, ripeto, io davanti a Di Bella preferivo altro".

L'ultimo appello ai tifosi: "C’è frustrazione per l’assenza dei risultati, e per questo penso che il pubblico Virtus si voglia autoflagellare: c’è un momento per riflettere e discutere, ma adesso io posso solo difendere un gruppo che si sta impegnando al massimo per uscire da una situazione a cui non siamo abituati. E’ un bagno d’umiltà che servirà per il futuro; si possono tirare uova in testa a chi ruba o chi non si allena, ma le persone per bene, quelle che rientrano da infortuni, quelle arrivate a metà stagione, da questo hanno solo problemi non meritati. Ed è quello che vorrei dire ai tifosi. Dopo Milano c’è stata una situazione di tensione che non aiuta a fare canestro, insomma: state vicini alla squadra, dopo una stagione di tanti problemi in palestra, per personaggi dall’atteggiamento sbagliato, ma ora dobbiamo lottare insieme e aiutare quelli che stanno adesso giocando. Dopo si parlerà di altre cose: quando ci sono problemi non si deve pensare a come ci si è arrivati, ma a risolverli. In seguito ci si guarderà negli occhi e si vedrà che fare: abbiamo commesso errori nel fare la squadra, ma la colpa è mia".

 

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