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HERALD TRIBUNE

"Bologna modello delle città medie"
Scatta il giallo sull'addio di Cofferati

Il quotidiano statunitense guarda con favore ai progetti urbanistico-infrastrutturali previsti sul territorio nei prossimi anni. Sotto esame una frase ambigua del sindaco nella quale parla della scadenza del suo mandato
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Sergio Cofferati Bologna, 11 aprile 2008 - Bologna, grazie ai progetti urbanistico-infrastrutturali previsti sul territorio nei prossimi anni, potrebbe diventare un ''modello per altre citta' di medie dimensioni''. A sostenerlo è l'International Herald Tribune, quotidiano del gruppo New York Times, che dedica alla città e al suo piano di sviluppo mezza pagina a firma Eric Sylvers.

 

Al centro dell'articolo c'è infatti ''il tentativo di Bologna di proporsi come uno snodo logistico'', ''la costruzione di 8.000 alloggi'' ''e lo sviluppo di ''un complesso sistema di trasporto metropolitano''. Progetti di modernizzazione che, analizza il giornalista, non sono unici nel panorama europeo o italiano ma che per quanto riguarda Bologna acquistano una dimensione differente in quanto la citta' conta ''solo 375.000 abitanti''.

 

Dopo anni caratterizzati da una scarsa progettualità in materia di lavori pubblici, se e quando i progetti bolognesi andranno in porto - sottolinea l'articolo - ''Bologna potrebbe diventare un modello per altre città europee di medie dimensioni alle prese con le stesse sfide''.

 

Il servizio del quotidiano prende in esame i principali progetti previsti sotto le Due Torri - del valore di circa 1,5 miliardi - a partire dall'ampliamento dell'aeroporto Marconi e della costruzione della nuova stazione centrale, passando delle nuove linee del metro, del potenziamento del sistema ferroviario metropolitano e della monorotaia sopraelevata (il people mover) che collegherà la stazione all'aeroporto. A questi interventi si aggiungono le urbanizzazioni previste e in corso nell'area Navile e Bertalia-Lazzaretto e circa cinque miliardi di investimenti per opere infrastrutturali nazionali come la variante di Valico e le linee ferroviarie ad alta velocità.

 

I progetti sono ambiziosi, fa notare il giornalista, soprattutto in ''un paese dove è arduo portare le grandi opere a compimento''.Ma il sindaco Sergio Cofferati, sentito proprio su questo aspetto, assicura all'International Herald Tribune che non resteranno sulla carta. ''Quello che è importante - dice - è che i lavori su questi progetti inizino prima del termine del mio mandato il prossimo anno, così potremmo portarli anche a termine''.

 

IL GIALLO SUL NUOVO MANDATO

Proprio su quest'ultima frase, però, si è aperto un vero e proprio giallo. La frase di Cofferati recita, infatti, testualmente: "What's important is that the work begins on these projects before I leave office next year and we'll be able to do that". Un'espressione ambigua, che potrebbe anche essere interpretata come un addio del primo cittadino a Bologna. Per lo staff del sindaco questo significa semplicemente che nel giugno 2009 scadrà naturalmente, come prevede la legge, l'incarico quinquennale assunto nel 2004 dall'ex leader Cgil.

 

Secondo i collaboratori di Cofferati può essersi messa di mezzo anche la lingua: il giornalista, americano come il quotidiano (l''Herald' e' proprieta' del 'New York Times'), vive ormai da anni in Italia, ma ha comunque dovuto tradurre tutto in inglese e sottoporre il suo pezzo all'"editing" della redazione parigina. Puo' essersi dunque perso in parte il senso della frase.

 

Come minimo, comunque, nella versione pubblicata dall''Herald', Cofferati non ha neppure fatto un cenno al suo ipotetico secondo mandato come sindaco di Bologna. Ma anche questo, per converso, potrebbe confermare la strategia del 'silenzio assordante' praticata da mesi dal primo cittadino.

 

Il 7 aprile, intervistato in tv su La7, Cofferati ha fissato "entro la fine del mese di giugno" la sua scelta. "Non sono pentito - ha premesso parlando della sua avventura di sindaco - penso che sia stata una scelta giusta quella che ho fatto". Andando a Bologna a fare il sindaco "ho fatto una scelta consapevole - ha detto Cofferati - avevo ben chiaro che cosa sarei andato a fare. Non potevo immaginare tutte le difficolta' che ho trovato".

 

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