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SCONTRO SULLA MOBILITA'

Zona universitaria: 15 visite al mese

Abitate nella zona tra via Mascarella e Belmeloro? Dal 15 maggio fra le 20 e le 7, potrete accogliere parenti o amici con l'auto solo 15 volte al mese Commenta

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Pedonalizzazioni nel centro storico BOLOGNA -  INVITO a cena per 15. Non di più. Chi risiede nella zona universitaria e decide di avere ospiti, farà bene a contare il numero di sedie in base ai permessi concessi per l’accesso. Infatti, se dal Comune fanno sapere che nemmeno i ticket a pagamento per l’ingresso alla Ztl saranno validi nella nuova Zona Università pedonalizzata (insomma come per la T), la novità sta proprio nei permessi riservati ad amici, parenti e visitatori dei residenti della zona. «Un massimo di 15 al mese che dovranno essere comunicati via sms, telefono o internet, violando privacy e libertà di ricevere ospiti in casa propria». A ribadirlo sono i quattro gruppi, tra comitati e associazioni, che hanno approfittato dell’attenzione concessa loro dai consiglieri comunali di An e Forza Italia, per gridare, ancora una volta, la loro protesta. «I nostri non sono gruppi partitici — precisa Silvia Ferraro, presidente della Contrada delle Acque — ma è doveroso dichiarare che questi schieramenti hanno accolto le nostre istanze, mentre con l’amministrazione ogni tentativo di dialogo è nullo». Con la Contrada, portavoce dei commercianti, in prima linea ci sono il comitato ‘Stop al degrado’, l’associazione ‘Scipio Slataper’ e Ilaria Di Cocco, promotrice del sondaggio tra i negozianti sul gradimento della pedonalizzazione. Sondaggio che ha registrato l’84% di contrari. Ad unire abitanti e commercianti, infatti, è l’unanime opposizione alla chiusura della zona, eccetto per i residenti e i domiciliati. A questi ultimi, però, basterà un regolare contratto d’affitto per poter registrare le targhe delle proprie moto, ma occorrerà l’iscrizione al registro della ‘popolazione temporanea’ per il contrassegno dell’auto. Problema aperto per gli studenti che abitano nella zona, i quali, quando hanno un regolare contratto, sono spesso solo domiciliati. Ma nota dolente anche per la maggioranza di quelli che risiedono fuori l’area universitaria, a cui non rimane che prendere il bus o la bicicletta. «Se Zamboni crede di passare sopra tutto e tutti, si farà male» afferma duramente il consigliere comunale di An, Galeazzo Bignami. Ma l’assessore alla Mobilità non è l’unico a finire sul banco degli imputati.

A FARGLI compagnia, Maria Cristina Santandrea, collega al Commercio, accusata dai negozianti della zona di non avere avuto alcuna voce in capitolo. O di non aver pensato «al danno che questo provvedimento arrecherà al commercio, già provato da degrado e malvivenza». A parlare è il consigliere azzurro Daniele Carella, già storico commerciante della zona, che, con i colleghi presenti, condivide la preoccupazione per il dilagare del degrado e criminalità, favorito dal minor traffico di persone e veicoli. «La città paga il conflitto eterno e senza precedenti tra cittadini e amministrazione» sentenzia l’onorevole Enzo Raisi. E a puntare il dito contro le istituzioni è anche il vice presidente del consiglio comunale, Paolo Foschini: «Mi domando a cosa serve il consiglio di quartiere se non è in grado di intercettare le problematiche dei cittadini. Qui non è questione di politica, ma di logica».

di Morena Tosi

 

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