BOLOGNA —
E’ ARRIVATO il momento di Arrigoni. Del Bologna scarico, tanto da sembrare quello che giusto un anno fa perse il tram, hanno parlato in due, nell’ordine inverso a quello imposto da gerarchie e logiche: prima Marazzina, poi Cazzola. Centravanti e presidente hanno detto, in modo differente la stessa cosa: a questo punto della stagione non bisogna sprecare energie nel modo sbagliato (lanci lunghi senza pretese) e bisogna sfoggiare il carattere dei più forti. E’ la scoperta dell’acqua calda, ma non è che le ricette per vincere la volata siano ad personam. Ne esistono due o tre ed è a quelle che bisogna rifarsi. Di differente dalla norma, a Bologna c’è che ha parlato il giocatore più rappresentativo, seguito dal presidente. \E, di grazia, l’allenatore? Se il dibattito è pubblico, come in questo caso, anche Arrigoni avrebbe dovuto far sentire la sua voce, altrimenti al pubblico rimangono due concetti: uno chiaro come l’accusa di Marazzina («Squadra senza coglioni») e un altro assai vago come le controdeduzioni che tutti presumono Arrigoni abbia tratto dopo la sfuriata del Conte Max, ieri assente, in permesso. Ma il Bologna ha un po’ paura di se stesso e ha già chiesto ad Arrigoni di dimezzare le sue pubbliche uscite. Con lui se ne riparlerà venerdì prossimo, vigilia di partitissima e a quel punto è auspicabile che tutti gli altri abbiano ritrovato i loro attributi.
DOPO la delusione, le accuse e i dubbi di tenuta, state calmi, se potete. Intanto: dove sta scritto che il Bologna debba andare a Bergamo a battere l’Albinoleffe? Questa squadra e questo allenatore hanno puntualmente (e saggiamente) respinto i proclami da «o la va o la spacca», tanto che in trasferta contro le altre big hanno sempre pareggiato (fa eccezione la sconfitta di Brescia) e non è ben chiaro perché se adesso il Bologna non avrà la forza, l’energia soprattutto, per battere a domicilio l’Albinoleffe, la sua promozione diretta in serie A debba diventare un’ipotesi di scartare.
DOVE sta scritto? Se il Bologna pareggiasse, manterrebbe una lunghezza di vantaggio sull’Albino, il vantaggio negli scontri diretti e il secondo posto. Il Lecce gioca a Ravenna e potrebbe raggiungere il Bologna. Mettiamo pure che i pugliesi vincano, anche se troveranno un campo rovente: appaierebbero il Bologna che, grazie alla vittoria (1-0) dell’andata e allo 0-0 del ritorno, con i pugliesi sono in vantaggio. Significa che in caso di arrivo in parità al secondo posto, in serie A ci andrebbe il Bologna. Solo con il Brescia i rossoblù sarebbero in svantaggio (pari casalingo, sconfitta fuori) e in questo senso ha giovato alla causa rossoblù la sconfitta del Brescia a Verona con il Chievo. Prima che lo stato di agitazione giochi brutti scherzi al Bologna, potrebbe giovare un ripassino. Stagione ’95-’96, quella dell’ultima promozione in serie A. Mancavano sette giornate alla fine quando la squadra di Ulivieri andò ad Ancona, squadra quasi retrocessa e società in forte dissesto economico: finì 1-1, con il Bologna in vantaggio (gol di Bergamo), raggiunto al 93’ (da Pellegrini) e spedito fuori dalla zona promozione. Le sei giornate successive portarono sei vittorie e la promozione al primo posto davanti al Verona. Vale la pena di ricordare che quel Bologna deluso dal pareggio di Ancona, sembrò stanco, privo di energie e di motivazioni, quindi simile al Bologna che non ha saputo battere il Bari.
DALL’INIZIO di dicembre il Bologna oscilla fra il primo e il secondo posto, non ha mai dato l’impressione di potersi scrollare di dosso la concorrenza ma ha sempre saputo ribadire la propria autorevole candidatura all’elezione diretta, senza ballottaggi. Il suo allenatore dice da mesi che il rebus si risolverà solo all’ultima giornata. E allora che tragedia sarà mai un pareggio in casa col Bari?
di Stefano Biondi