SPRAY e manganello ai vigili urbani. Ora anche il Pd è d’accordo. «Presenteremo a giorni la proposta di modifica del regolamento comunale, per inserire questi strumenti» nella dotazione della polizia municipale. Lo annuncia Claudio Merighi, capogruppo del Pd in Comune. E dopo le ‘ronde’ a Borgo Panigale e le pattuglie studentesche in zona universitaria c’è già chi dice: «Questa sinistra scimmiotta sempre più la Lega».
Già lunedì, in consiglio comunale si potrà discutere un ordine del giorno che dia mandato alla giunta «di riaprire il dialogo con Prefettura e Procura per mandare avanti la proposta» di spray e manganelli. Merighi precisa subito che si tratta di «strumenti ad uso solo difensivo», che quella del Pd «è una visione diversa da quella del centrodestra» e che «è importante approfondire il tema dell’assicurazione: se gli agenti utilizzano questi strumenti devono essere tutelati».
Libero Mancuso, ex magistrato, è prudente: «C’è da chiarire la natura di questi strumenti, e da rimuovere il divieto perentorio arrivato dalla Procura nel 2002, che a proposito del peperoncino parlava di porto illecito di arma». Ma i dubbi dell’assessore derivano anche dal fatto che l’uso di spray e manganelli è permesso solo da una legge regionale e che il nulla osta deve arrivare dalla Prefettura.
DA TEMPO An chiedeva l’adozione di spray e manganello. Di fronte all’apertura del Pd, Galeazzo Bignami sottolinea come «rimanga comunque in capo al Pd la responsabilità di non avere approvato la proposta tre anni fa, e di avere fatto diventare il problema emergenziale». Di fronte «all’aumento della criminalità nella nostra città», il forzista Aldo Zechini D’Aulerio invoca a gran voce la necessità di armare i vigili. Il tono non piace a Merighi, che replica: «Non mi piace l’idea del bastone fascista che picchia». Lo spray al peperoncino, precisa il capogruppo pd, «può essere usato solo a seguito di un’aggressione, per fermare chi non si riesce a fermare in altro modo». Silvia Noè (Udc) sottolinea che si tratta di «uno strumento di difesa meno offensivo della pistola, che la municipale già possiede». Inoltre, ricorda la casiniana, «è nostro dovere tutelare i vigili, che sono nostri dipendenti, e che ci chiedono di lavorare in sicurezza». La conferma viene da Carlo Del Percio, sindacalista del Sulpm, da sempre in prima fila nel richiedere strumenti di difesa adeguati. «Sembra che l’amministrazione comunale ci dia ragione e faccia sul serio. Ha capito che le nostre non erano richieste dettate dall’ideologia, ma dalla necessità di affrontare più tutelati una realtà più complessa di un tempo». Via libera anche da Nicola Negrelli, della Cisl: «E’ giusto che i vigili si difendano, non sono missionari». Bocciatura netta, invece, da parte delle Rdb.