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PIANETA ROSSOBLU'

Questo Bologna è nato
sotto il segno della serie A

Contro l'Albinoleffe, la partita da non perdere. Arrigoni ha per le mani la squadra più esperta della serie B, Gustinetti la meno temprata all’alta quota
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Francesco Antonioli, portiere del Bologna Bologna, 25 aprile 2008 - SE E’ DAVVERO una partita che vale serie A, il Bologna dovrebbe sapere di che cosa si parla e l’Albino no. Arrigoni ha per le mani la squadra più esperta della serie B, Gustinetti la meno temprata all’alta quota. Il che non impedisce all’uno di attraversare momenti difficili e all’altro di giocarsi la promozione in serie A. Ma, nel giorno dello scontro diretto, quindi della tensione se non della paura, l’esperienza dovrebbe fare la differenza.

 

Antonioli si è messo alle spalle 13 stagioni di serie A, lo seguono Castellini con 12, Amoroso con 8, Moras con 4 (in Grecia, con l’Aek) Adailton con 4 e Fava con 3. Marazzina di stagioni intere in serie A ne ha giocate due (Reggina e Chievo) ma un po’ qua e un po’ là ha raccolto 131 presenze. Bucchi è a quota 56, Daino a 38, Bombardini a 31, Mingazzini 27, Carrus 23. Fra quelli arrivati in cima, è Terzi, per via dell’età, il giocatore che si è fermato di meno in serie A: 9 sono i suoi gettoni. Ecco, lui da solo, in serie A ha giocato più di tutto l’Albinoleffe, che si ferma a quota 8 presenze, così distribuite: Ruopolo ha collezionato sei gare in serie A nella stagione 2005-2006, con il Parma, la stessa squadra che nel ’93-94 a Colacone concesse il debutto in serie A, ma solo quello. Risale invece al 2000 la partita che Previtali disputò con l’Atalanta.

 

Non conoscere la serie A non impedisce di andarci, come ben sanno i giocatori dell’Ospitaletto che vinsero (1987-88) la serie B con il Bologna di Maifredi, ma conoscerla, soprattuto negli scontri diretti, un peso dovrebbe averlo. E forse non è un caso che, in casa sua, l’Albinoleffe non sia riuscito a battere una sola concorrente diretta alla promozione. Sapere che cosa ci si sta giocando dovrebbe contribuire a mentenere la calma, ad agire con lucidità. Dovrebbe.

 

Perché il Bologna ha reagito al passo falso di Bari andando in un pericoloso stato di fibrillazione. Cui hanno fatto seguito: a) le dichiarazioni di Marazzina, che ha rubato la scena ad Arrigoni; b) un ulteriore chiusura della squadra in silenzio stampa, così giusto per stemperare un po’ la tensione che è in compagnia del Bologna fin dalla prima giornata di campionato, perché fin da subito è stato chiaro che questa, per la società, sarebbe stata la stagione della fioritura o del ripiegamento. Non è detto che il tutto abbia nuociuto alla causa rossoblù in vista del suo ultimo scontro diretto. A Brescia, ad esempio, su un Bologna scarico avrebbero avuto effetto benefico la tensione e un’impennata dell’adrenalina.

BEATA esperienza, è così che si dice. Il Bologna ne ha come nessun altro, quest’anno, ed è chiamato a farne un buon uso. Contro un avversario che prima aveva detto «esiste solo la vittoria», ma che poi, strada facendo, ha finito per sterzare ed ammettere, parole di Gustinetti, che effettivamente il pareggio con il Bologna lascerebbe le cose come stanno e che poi ci sarebbero altre cinque partite, più facili di questa, per modificarle.

 

L’Albinoleffe sa di non poter attaccare il Bologna a testa bassa, pena il rischio di essere fulminato come successe al Rimini. Il Bologna sa di non poter schiacciare gli avversari mostrando i muscoli che non ha e sa di dover ripiegare di fronte alle squadre che tengono alto il ritmo. Ma può attingere alla capacità, maturata con l’esperienza dei suoi giocatori, di saper gestire ogni tipo di partita. La squadra di Arrigoni ha dalla sua due risultati su tre e va a giocare uno «spareggio» molto sui generis, uno spareggio che contempla il pareggio. Una sola cosa non può succedere domani a Bergamo: che sia il Bologna a non reggere emotivamente l’urto di una partita che non va assolutamente persa.

di STEFANO BIONDI

 

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