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STUPRO VIA VALDONICA

Gup: "E' stata violenza predatoria
Donne braccate e abusate con disprezzo"

L'uomo, un marocchino, è stato condannato a 6 anni: aveva abusato della  studentessa sul cofano di un'auto. Secondo il magistrato, questa "violenza si colloca in una fenomenologia abbastanza recente, di tipo predatorio":  nessuna approccio iniziale,  solo istinto sessuale dell'uomo sulla donna  Commenta

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Un'immagine di violenza Bologna, 28 aprile 2008. - Gia' la condanna e' stata molto pesante (sei anni con il rito abbreviato, che di norma prevede uno sconto di pena). E le motivazioni della sentenza del Gup di Bologna Rita Zaccariello non sono da meno: il caso di Rachid M'Barek, marocchino di 28 anni che l'estate scorsa violento' in via Valdonica una ragazza marchigiana, viene definito dal giudice stupro predatorio.

"Questo episodio criminoso- si legge nelle motivazioni della sentenza- si colloca in una fenomenologia abbastanza recente, ma purtroppo non rara, di violenza sessuale, che desta particolare allarme sociale proprio perche' viene consumata secondo le modalita' di tipo predatorio". Le vittime infatti "sono donne con cui l'aggressore non ha alcun tipo di rapporto, neppure di labile conoscenza, che vengono ad essere braccate in strada in condizioni nelle quali si trovano ad essere particolarmente vulnerabili e abusate non solo di violenza fisica, ma anche con estremo disprezzo".

La ragazza infatti era ubriaca quando venne stuprata da M'Barek sul cofano di un'auto. "La peculiarita' dei casi del genere- prosegue il giudice- consiste nel fatto che non vi sia nessun approccio iniziale durante il quale l'autore formuli una profferta sessuale con lo scopo di vagliare l'eventuale consenso". E "la violenza sessuale predatoria e' sotto questo profilo l'espressione piu' diretta di una concezione di donna come mero tramite di soddisfacimento di istinti animaleschi, in quanto viene lasciata completamente priva persino della possibilita' ipotetica di accettare o non accettare il rapporto sessuale".

Nel caso specifico "e' evidente che M'Barek abbia valutato con attenzione non solo la condizione di particolare inferiorita' nella quale si trovava la" ragazza, "ma anche di totale inerzia del fidanzato dormiente- sottolinea il Gup- che neppure si e' accorto della sua presenza. Senza nessuno scrupolo ha quindi deciso che di quella ragazza vestita di abiti leggeri in una calda notte d'estate poteva fare l'uso che piu' gli gradiva, come se lo stato in cui si trovava rendesse meritevole qualsiasi oltraggio". Dunque conclude il giudice, "non e' arbitrario attribuire questi pensieri a M'Barek: anche dopo essere stato identificato come l'uomo dalla borsa bianca sotto il portico di via Zamboni, l'oltraggio" alla donna "e' continuato: davanti al giudice per le indagini preliminari ha sostenuto che la ragazza, desolata perche' il fidanzato dormiva, gli aveva fatto capire di avere bisogno di un uomo per una notte".
Una disamina questa, che incontra l'apprezzamento del pm Valter Giovannini, il sostituto che ha coordinato le indagini.

 

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