Bologna, 6 maggio 2008 - Nessuna imperizia dei vigili del fuoco intervenuti, ma si trovarono "nella materiale impossibilita' di operare con efficacia perche' impedita dalla assoluta inadeguatezza della strumentazione di cui era dotata''. E per questo motivo la mattina di Natale del 2006 mori' nell'incendio di un appartamento in via Siepelunga a Bologna un uomo di 81 anni, Aldo Montini, e il figlio Guido fu costretto a lanciarsi dal balcone dell'ultimo piano, senza avere la possibilita' che la caduta fosse attutita, ed ora di trova in carrozzella. Nell'incendio riporto' lesioni gravissime anche la moglie di Aldo Montini, Maria Teresa Pizzoli.
E' la ricostruzione che ha fatto il Gip di Bologna Rita Zaccariello nell'ordinanza con cui ha restituito gli atti al Pm Luca Tampieri - che aveva richiesto l'archiviazione di un fascicolo contro ignoti - per ulteriori indagini. Il giudice chiede, tra l'altro, l'acquisizione dell'organigramma dei vigili del fuoco di Bologna, con il relativo mansionario, funzioni, attribuzioni e poteri anche in ordine all'organizzazione dei servizi di soccorso, come erano organizzati i controlli sui mezzi di soccorso e sulle relative procedure di verifica e l'identificazione di chi era deputato alle procedure di controllo dei vigili impiegati quel 25 dicembre.
''In questa vicenda - spiega il Gip - i vigili hanno dovuto assistere impotenti alla tragedia, al pari di molti cittadini accorsi in via Siepelunga''. L'opposizione alla richiesta di archiviazione del Pm era stata fatta dagli avvocati Marco Riponi, Alessandro Lovato e Massimo Leone che assistono la famiglia Montini.
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