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TRAGICO SCHIANTO A LIDO DI CLASSE

Famiglia distrutta nello schianto
L'autista del Suv era ubriaco

Indagato il conducente del Suv che ha centrato l'auto dei coniugi bolognesi. Stefano Gramellini, 39 anni lavorava alla Piquadro di Silla. La moglie, Francesca Casadio di 36 era farmacista in via Duse. Le figlie di 4 e 5 anni sono gravi ma si salveranno

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C’ERA UN UOMO che aveva bevuto al volante del Suv che ha provocato lo schianto che ha distrutto una famiglia bolognese. Come abbiamo scritto ieri, il terribile incidente è avvenuto sabato, alle 20,45, a Lido di Classe, in provincia di Ravenna: sono morti Stefano Gramellini, 39 anni, e la moglie Francesca Casadio, 36, mentre sono rimaste ferite gravemente le loro due bambine, che viaggiavano sui sedili posteriori della Bmw X3. La più grande, 5 anni, è ricoverata in rianimazione al Bufalini di Cesena; la sorellina, 4 anni, sta meglio ed è ricoverata in Pediatria a Ravenna. Il guidatore dell’altro Suv, una Mercedes Ml, è rimasto quasi illeso: si tratta di un 44enne di Cervia; ferita la compagna, seduta al suo fianco, una cesenate di 40 anni residente a Cervia che, ricoverata a Ravenna, è stata giudicata guaribile in 40 giorni.
I corpi di Stefano e Francesca ieri sono stati composti nella camera mortuaria dell’ospedale ‘Santa Maria delle Croci’, a Ravenna.

MARITO e moglie risiedevano appunto a Bologna, in via Bellacosta 45, in un elegante condominio color senape immerso nel verde. Si erano conosciuti durante gli anni dell’università. Lui era nato e vissuto per molti anni a Ravenna, dove il padre Eliseo è stato responsabile della sicurezza nello stabilimento Enichem. Poi aveva frequentato l’università sotto le Due Torri, laureandosi in Economia e commercio e diventando dirigente della Piquadro di Gaggio Montano. Lei era farmacista in via Duse: i suoi genitori erano stati a lungo farmacisti a Cortina d’Ampezzo, poi avevano seguito la figlia nel capoluogo emiliano, stabilendosi in via Collegio di Spagna, in pieno centro. I nonni materni sono subito partiti per Ravenna e, con i genitori di Stefano e gli altri parenti, ieri si sono alternati ai capezzali delle due bimbe.
Sulla dinamica del tragico schianto sono in corso gli accertamenti della polizia stradale: i Gramellini viaggiavano su viale dei Lombardi da Lido di Classe verso la statale Adriatica. Lo schianto è avvenuto con l’altro Suv all’altezza di via Canale Pergami, una strada sterrata che si immette sulla provinciale da destra rispetto al senso di marcia del Bmw. Stefano e Francesca sono probabilmente morti sul colpo; nulla hanno potuto fare i soccorritori, 118 e vigili del fuoco.

 

L’ALTRA auto si è immessa su viale dei Lombardi senza neppure rallentare: l’impatto è stato molto violento, i mezzi ne sono usciti devastati. Il guidatore è stato sottoposto al test dell’etilometro ed è risultato con un tasso di alcolemia superiore al massimo consentito dal Codice della strada, ossia 0,5 grammi per litro. Avrebbe detto alla polstrada di aver bevuto solo un aperitivo. Gli è stata ritirata la patente ed è indagato a piede libero per guida in stato di ebbrezza e omicidio colposo.

 

INTANTO ieri, appresa la notizia, amici, colleghi e vicini di casa sono rimasti sconvolti. In redazione ha chiamato un’amica della coppia, sperando che quella tragedia non riguardasse Stefano e Francesca, sulla cui identità l’edizione di ieri non aveva potuto fugare ogni dubbio. Purtroppo, il destino si era portato via proprio loro. «Due persone splendide — dicono gli amici in lacrime —, adesso bisogna pensare alle bambine». I vicini di casa, in via Bellacosta, sono choccati. «Erano persone tranquille, gentili e disponibili. Stefano era uno sportivo, andava spesso a correre. Francesca era sempre sorridente. Davvero una bella coppia, che si occupava con amore delle due splendide bambine».

 

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