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RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO

Fa sospendere la cura tradizionale
Bambino di sei anni muore

Richiesta di rinvio a giudizio per un medico bolognese di 52 anni che, secondo l'accusa avrebbe fatto sospendere la terapia medica tradizionale cui era sottoposto un bambino di sei anni affetto da fibrosi cistica per curarlo con la medicina ayurvedica. Lui si difende

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medici BOLOGNA, 15 MAGGIO 2008  - Richiesta di rinvio a giudizio per un medico bolognese di 52 anni, G.S. che, secondo l'accusa avrebbe fatto sospendere la terapia medica tradizionale cui era sottoposto un bambino di sei anni affetto da fibrosi cistica per curarlo con la medicina ayurvedica, basandosi su erbe medicinali e sali minerali: il bambino dopo alcuni mesi e' morto.


Il Pm di Bologna Antonella Scandellari ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo. Il piccolo, che viveva a Cavalese (Trento) con i genitori e due sorelline e che e' morto nel giugno 2006 in una localita' della provincia di Teramo, dove la famiglia si era temporaneamente trasferita per vedere se le condizioni del bambino miglioravano, era affetto  da fibrosi cistica, grave malattia genetica caratterizzata da infezioni polmonari ricorrenti, insufficienza pancreatica, stati di malnutrizione, cirrosi epatica, ostruzione intestinale e infertilita' maschile.


Una consulenza fatta fare dalla Procura di Teramo, che aveva avviato l'inchiesta dopo una denuncia della zia del bambino e che poi ha passato per competenza il fascicolo alla Procura di Bologna, ha indicato in 30 anni la prospettiva di vita di un caso come quello del bambino.
Il bambino fino al settembre 2005, quando interrupe le cure tradizionali, era stato seguito da un centro specializzato di Verona e dalla pediatra di base.

 

LA DIFESA

"Io non ho mai detto loro di abbandonare la medicina tradizionale, quando sono venuti da me avevano gia' smesso di andare al Centro specialistico di Verona". Si difende cosi' il medico ayurvedico accusato di omicidio colposo dalla Procura di Bologna per la morte di un bambino di sei anni affetto da fibrosi cistica. "Quando si sono rivolti a me, i genitori avevano gia' interrotto i rapporti con il centro specialistico di Verona e avevano gia' sospeso le terapie farmacologiche".

 

Una decisione, riferisce, maturata soprattutto viste le sofferenze che le terapie provocavano nel bambino. Oltretutto, prima di bussare alla sua porta, si erano gia' rivolti ad altri specialisti in medicine alternative, tra cui l'omeopatia. "Io non ho fatto altro che utilizzare gli strumenti in mio possesso per cercare di aiutare la guarigione, seguendo le linee guida della medicina ayurvedica nei casi di fibrosi cistica".

 

Secondo lo specialista 52enne, presidente della Atah (Associazione dei pazienti ayurvedici) e vicepresidente della Societa' scientifica italiana di medicina ayurvedica- disciplina riconsciuta dall'Oms- le cure che prescrisse avevano dato nel bambino originario di Cavalese dei "riscontri positivi". Come il fatto che "il muco fosse stato eliminato" e che "gli episodi di febbre venissero superati".

 

Le condizioni del bambino miglioravano, "a detta stessa dei genitori" dice il medico, e addirittura anche la pediatra di famiglia l'aveva notato. "Dopo sei mesi- dice Sartori- mi contatto' per saperne di piu' sulla medicina ayurvedica e mi chiese di collaborare nel seguire il bambino". Cio' non toglie che "la situazione del piccolo fosse assolutamente grave" sottolinea pero' il medico, che chiede prima di tutto, in questa vicenda, una "contestualizzazione".

 

Il confronto con i genitori del bambino originario di Cavalese, ci tiene a sottolineare il medico ayurvedico, "e' sempre stato chiaro, trasparente, ci siamo sempre parlati francamente e sulla terapia del bambino eravamo in piena accordo e sintonia". Tanto e' vero, ricorda, che "loro non mi hanno mai denunciato". A far partire una denuncia e' stata, invece, una sorella del padre del bambino, che "il bambino lo andava a trovare due volte l'anno" dice il medico. Che la gravita' della situazione fosse palese, insiste pacatamente Sartori, "lo aveva riconosciuto anche il centro specialistico di Verona, che dopo ogni ciclo riscontrava un miglioramento momentaneo delle condizioni del bambino ma un peggioramento generale del quadro clinico. Di tutto questo i genitori erano ben coscienti".

 

La decisione di interrompere la terapia prescritta a Verona, dice ora il medico, fu legata probabilmente alla forte sofferenza che ricoveri e trattamenti provocavano nel piccolo. Malesseri e traumi, questi, che gli stessi genitori hanno ribadito piu' volte in sede di indagine. "Prima ancora di venire da me erano giu' stati richiamati dal centro di Verona per aver saltato un controllo" ricorda il medico. Quanto alle speranze di vita del bambino, Sartori non ne aveva mai parlato con i genitori. "Se si vuole essere scientifici non si possono fare previsioni, tanto piu' che ogni caso e' unico". Della malattia da cui era affetto il bambino, il medico dice che "e' rara e gravissima". E fa notare che a Verona e' lungo l'elenco dei bambini che sono stati curati dal centro e sono morti, in certi casi anche piu' repentinamente". Ma soprattutto, conclude, gli ultimi studi internazionali riconoscono meriti alle "piante ayurvediche", che si stanno rivelando "una vera speranza per la fibrosi cistica".
 

 

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