Rito abbreviato per il messinese di 34 anni che, il 12 luglio del 2005, uccise con otto colpi di pistola il ventiduenne Riccardo Venier nel corridoio del dipartimento di Matematica dell'Ateneo. In primo grado era stato condannato a sedici anni
Bologna, 21 maggio 2008 - Trent'anni di reclusione per Domenico Bottari: questa la condanna della Corte d'Assise d'Appello di Bologna, con rito abbreviato, al messinese di 34 anni che, il 12 luglio del 2005, uccise con otto colpi di pistola il ventiduenne Riccardo Venier nel corridoio del dipartimento di Matematica dell'Ateneo del capoluogo emiliano. In primo grado Bottari era stato condannato a sedici anni.
Dopo due ore di camera di consiglio la Corte, presieduta dal giudice Paolo Angeli, ha emesso verdetto, che quasi raddoppia le pena, ritenendo sussistenti le circostanze aggravanti della premeditazione e, a differenza del primo grado, anche dei motivi abietti e futili. La nuova perizia psichiatrica disposta dalla Corte e affidata al professor Augusto Balloni ha stabilito, come avvenuto in primo grado, che l'imputato era in grado d'intendere e volere quando, per un amore non corrisposto, uccise il giovane.
Il Pg Vito Zincani aveva chiesto l'ergastolo, mentre il legale di Bottari, l'avvocato Piero Gennari, si era nuovamente espresso per la sussistenza della seminfermita' mentale. Bottari era in cura dal 1995 per disturbi della personalita',ma malgrado questo aveva avuto il porto d'armi per uso sportivo.
Secondo l'accusa, l' omicidio dal messinese fu premeditato, preparato psicologicamente e materialmente per un biennio. Si arrivo' al delitto a conclusione di una progressione, cominciata il 13 settembre 2003 quando Venier scrisse una mail di esplicito rifiuto a Bottari, che proprio alla facolta' di Matematica aveva conseguito un master. Una mail che l'assassino portava con se' anche quel 12 luglio. Venier venne ucciso dopo aver consegnato un esame scritto.
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