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IL NUOVO REGOLAMENTO

Santandrea: "Vietati i piercing nelle parti intime"

L'assessore al Commercio mette in chiaro uno dei punti più delicati del varo del regolamento: sotto le Due Torri, niente piercing sulle parti intime, qualunque età si abbia Commenta

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piercing all'ombelico Bologna, 21 magGIO 2008 - "Ognuno sceglie il castigo che vuole darsi". Di certo, "il regolamento lo vieta". All'indomani del varo del regolamento sul piercing, l'assessore al commercio di Bologna, Maria Cristina Santandrea, mette in chiaro uno degli aspetti piu' delicati: sotto le Due Torri, niente piercing sulle parti intime, qualunque eta' si abbia. Intervistata questa mattina da radio Citta' del Capo, Santandrea spiega: "C'e' un'oggettiva motivazione medica, noi abbiamo recepito quella, non e' che ci siamo fissati". A testimoniare la pericolosita' del piercing sulle zone intime, ricorda l'assessore, esiste "una casistica che depone a sfavore".

 

Con sguardo da psicologa (il mestiere dell'assessore), poi, Santandrea tenta di prevedere come gli adolescenti potranno reagire al nuovo quadro di norme, che rende necessario il consenso dei genitori per ogni intervento estetico, tranne l'orecchino al lobo. "Gli adolescenti- dice- fanno sempre fatica a differire nel tempo le pratiche che loro desiderano essere immediate. Loro vivono un tempo presente e quindi vorrebbero tutto subito". Pero', continua, e' giusto che si esercitino ad aspettare e "soprattutto che li chiamiamo a capire bene quello che desiderano fare".

 

Ossia quando si fa un piercing o un tatuaggio essere ben consapevoli di quello che si sceglie. Anche perche' "tenere un tatuaggio per tutta la vita puo' anche essere una ferita estetica". Alcune professioni, fa un esempio, con dei tatuaggi visibili non si riescono a fare perche' le norme non lo consentono, uno su tutti il regolamento di Polizia.

 

Insomma, ribadisce decisa Santandrea, "gli adolescenti hanno delle complessita' comportamentali e di carattere che vanno conosciute e accolte ma soprattutto, per qualche verso, governate". Si parli infatti, sottolinea ancora, di ragazzi minorenni, di fasi della vita in cui, come si dice, "si nasce incendiari e si muore pompieri".

 

Poi risponde all'obiezione, avanzata, da alcuni tatuatori secondo cui la norma sarebbe ambigua quando dice che il piercing e' vietato se mette a rischio la funzionalita' di alcuni organi o la cicacitrizzazione e' particolarmente difficile. "Non c'e' nessuna ambiguita'- ribatte- perche' le parti intime sono evocate in questa norma in modo molto chiaro". In ogni caso non esclude la possibilita' di nuove specifiche: "Se loro pensano, attraverso le loro associazioni di categoria che sia necessario un ulteriore sforzo esplicativo noi ci siamo. E' senz'altro una cosa che e' gradita anche da parte nostra".
 

 

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