La kermesse che prenderà il via il 16 giugno è accompagnata da uno strascico di polemiche. Lo scorso anno don Ildefonso Chessa, esponente della Comunita' benedettina-olivetana, puntò il dito contro il degrado della piazza. Questa volta chiede maggiore sostegno
Bologna, 3 giugno 2008 - Eventi musicali di altissimo livello artistico, come e' tradizione per la rassegna, giunta alla 20^ edizione. Altrettanto tradizionale lo strascico di polemiche da un po' accompagnano la presentazione del Festival internazionale di Santo Stefano, che si terra' dentro la Basilica delle Sette Chiese dal 16 giugno al 2 luglio. L'anno scorso don Ildefonso Chessa, esponente della Comunita' benedettina-olivetana di Santo Stefano, denuncio' pubblicamente la situazione di insopportabile degrado che assedia la chiesa. Oggi, invece, punta il dito contro l'assessorato alla Cultura del Comune di Bologna che, in quella che e' forse la piazza piu' bella della citta', organizza ogni anno eventi e concerti seguiti da centinaia di persone.
"E' impossibile pretendere che Santo Stefano, che piu' che una piazza e' uno slargo, sopporti l'impatto di migliaia di persone- dice, ammettendo di non potersi esimere dalla polemica- questi eventi sono un problema per lo slargo, ma anche per le strutture dei palazzi che vi si affacciano". Senza contare, che a questo sforzo non corrisponde "un sostegno al Festival".
Insomma, per la kermesse musicale si chiede maggiore attenzione. "Il Festival e' conosciuto in Cina, in Canada, ma si fa fatica a farlo conoscere a Medicina", prosegue Chessa, che lancia un appello al sindaco Sergio Cofferati, alla Provincia e alla Regione, ma anche alle istituzioni private, affinche' "sostengano con un salto di qualita' questo evento, che da' lustro a Bologna all'estero: spero che chi puo' si svegli dal torpore e si accorga che il progetto ha bisogno di essere appoggiato in maniera piu' radicale e completa. Non basta un obolo, serve un impegno fattivo". Stessa sollecitazione viene dagli organizzatori dell'associazione Inedita.
"Il Comune e le altre istituzioni- suggerisce il vicepresidente di Inedita Fabio Raffaelli- acquistino delle pagine sui giornali nazionali". Eppure, nonostante le difficolta' di budget ammesse da Flavia Arone, presidente di Inedita per la cultura ("sono tempi durissimi"), il direttore artistico Alberto Spano ha messo insieme un programma notevole, come molte presenze inedite per la citta'. A cominciare dal concerto di apertura, protagonista Bruno Pratico', "forse il piu' grande baritono buffo della sua generazione". Per altro, nato ad Aosta, Pratico' e' bolognese d'adozione, "anche se non e' molto presente nei padiglioni cittadini".
Per la serata del 16 giugno, accompagnato dal pianista Dragan Babic ("anche lui vive a Bologna in sordina") propone un viaggio nelle musiche di Rossini condito con un menu' rossiniano offerto a 200 invitati nel cortile di Pilato da Icf Trading e dallo chef in Tiziano.
Secondo appuntamento (18 giugno) con il debutto sotto le Due Torri del pianista-compositore-improvvisatore Cesare Picco, autore, tra le altre cose, di una rivisitazione in salsa jazz dei Concerti brandeburghesi di Bach. Anche in questo caso, la serata si conclude con un ricevimento organizzato dalla gallerie d'arte Fondantico e Maurizio Nobile, occasione per esporre due capolavori, il "Redentore" di Guido Reni e un "San Gerolamo" di Baldassare De Caro. Protagonista della terza serata (23 giugno) sara' il violista svizzero Paul Giger con il gruppo Chant 1450 per una full immersion inconsueta nella madrigali inglesi del '400. Mercoledi' 25 giugno sara' la volta di Valeria Valeri che salira' sul palco di Santo Stefano per proporre il monologo "Oscar e la dama Rosa" di Eric-Emmanuel Schmitt.
L'1 luglio si esibira' per la prima volta a Bologna la violinista Inglese Monica Huggett, una delle piu' apprezzati e popolari interpreti della musica barocca con strumenti originale (utilizza un violino costruito nel 1618 da Antonio e Hieronimus Amati). Gran finale il 2 luglio con i Virtuosi italiani, orchestra da camera che riunisce alcuni dei piu' importanti musicisti della scena italiana, per l'occasione affiancati dal flautista reggiano Andrea Griminelli.
Appuntamento, dunque, alle 21.15 per l'inizio delle esibizioni. Il biglietto costa 15 euro (80 l'abbonamento alle sei serate). L'incasso sara' interamente devoluto alla manutenzione del complesso di Santo Stefano, come avviene dal 1989, anno di inaugurazione della rassegna.
Fa tappa a Bologna, con le audizioni di lunedi' e martedi' prossimi (9 e 10 giugno), il tour nazionale di selezioni per la 51^ edizione dello Zecchino d'oro, la prima trasmissione televisiva al mondo recentemente inserita dall'Unesco nella lista dei patrimoni per una cultura della Pace