Alfredo Cazzola ha due importanti patrimoni da investire. Il primo è quello della popolarità. Il secondo capitale è monetario. Cazzola ha in cassa 72 milioni cash, frutto della vendita di Motor Show e altro ai francesi. Potrebbe finanziarsi la campagna elettorale senza dover chiedere niente a nessuno ... di Massimo Gagliardi Commenta
ALFREDO Cazzola ha due importanti patrimoni da investire. Il primo è quello della popolarità. Aver riportato il Bologna in A, dopo i successi ottenuti con la Virtus, gli ha fatto ottenere il consenso di un pubblico vastissimo. E sull’onda di questo successo molti gli chiedono di candidarsi a sindaco. Una precondizione ideale per chi vuole buttarsi in politica, soprattutto a fronte di un Cofferati che ha mancato un appuntamento così importante per la città. Il secondo capitale è monetario: Cazzola ha in cassa 72 milioni cash, frutto della vendita di Motor Show e altro ai francesi. Potrebbe finanziarsi la campagna elettorale senza dover chiedere niente a nessuno e, quindi, senza aver l’obbligo, dopo, di restituire favori.
Come li investirà? Forse lo scopriremo la prossima settimana, già che ha annunciato una conferenza stampa in cui non parlerà di calcio. Si candiderà a sindaco? Da Forza Italia e An le reazioni sono positive, il Pd dà invece forti segnali di nervosismo. Anche perché Cazzola, pur appoggiato dal centrodestra, intercetterebbe voti anche a sinistra.
PRIMA ipotesi: Cazzola vuol buttarsi in politica per costruire la sua Romilia, insomma per difendere i suoi interessi privati. Con questo obiettivo una candidatura sarebbe difficilissima da sostenere. Seconda ipotesi: Cazzola sbandiera la candidatura per far pressioni sugli attuali amministratori a dare il via al nuovo stadio. Il ragionamento, temiamo, potrebbe ritorcersi contro di lui.
E allora? O Cazzola prosegue per la sua strada, continuerà cioè a fare l’imprenditore del calcio oppure... Oppure vende tutto e si candida? Sì, può darsi che venda, come può darsi che ricorra invece a quello che negli Usa si chiama ‘blind trust’, mantenere cioè la proprietà dell’azienda Bologna ma uscirne dalla gestione per evitare conflitti d’interessi.
Gli interrogativi sono tanti e di certo il paragone con il Gazzoni che tentò l’assalto al Palazzo nel ’94 non si pone neanche. Troppo diversi i caratteri, e soprattutto i tempi e i concorrenti. Certo, quello tra Cazzola e Cofferati sarebbe un match da non perdere.
Fa tappa a Bologna, con le audizioni di lunedi' e martedi' prossimi (9 e 10 giugno), il tour nazionale di selezioni per la 51^ edizione dello Zecchino d'oro, la prima trasmissione televisiva al mondo recentemente inserita dall'Unesco nella lista dei patrimoni per una cultura della Pace