Ambientato sotto le Due Torri è un dvd girato da cinque universitari che sarà in edicola da oggi. Gli studenti-registi: "L'idea è venuta per scherzo parlando del nostro futuro incerto". Nella pellicola recitano insospettabili bolognesi
IL TITOLO è eloquente: «Sesso, scandalo e salumi a Bologna». Il film, ovviamente, è a luci rosse. Rigorosamente amatoriale. Quello che non è ovvio è tutto il resto. Sì, perché in questo caso regista, sceneggiatore, responsabile dei casting, fino alla pr che cura la pubblicità, sono studenti universitari. Cinque ragazzi (tre uomini e due donne, tutti senesi tranne un perugino) tra i 25 e i 30 anni che si sono lanciati in questa pazza avventura per racimolare i soldi necessari a finire gli studi e affrontare l’incombente precariato.
«Noi però non recitiamo nel film, gli attori non siamo noi», puntualizzano subito. Dopo il loro primo dvd («Fattore tre esse... Sesso, scambio, Siena»), uscito a Pasqua, arriva ora il secondo film, ambientato sotto le Due Torri e con protagonisti bolognesi, rigorosamente non professionisti, reclutati con l’aiuto di tre studenti del Dams. Sarà da oggi in vendita nelle edicole della città.
GLI AUTORI attendono con ansia l’evento. Se la loro sia una storia vera o piuttosto di una trovata pubblicitaria non è dato sapere. Lucrezia F., 27 anni, iscritta a Giurisprudenza, è la portavoce del gruppo nonché regista dei film e assicura che è tutto vero: «Ancora non ci credo che l’abbiamo fatto — dice al telefono, protetta dal nome d’arte per mantenere l’anonimato —, mi trema la voce solo a parlarne. E’ nato tutto una sera di novembre a cena. Siamo tutti laureandi o quasi, parlavamo del nostro futuro e ci spaventava l’idea del precariato. Poi a uno di noi è venuta l’idea: ‘Facciamo filmini hard’. All’inizio la prendemmo come un gioco, poi la cosa è diventata seria». Oltre a lei e all’altra ragazza, 25 anni iscritta a Giurisprudenza, ci sono i ragazzi: due senesi, 26 e 28, entrambi di Lettere, e un perugino di 31, specializzando in Odontoiatria. Preso il coraggio a due mani, si sono rivolti a una casa di produzione romana, che ha deciso di produrre i film e curare la distribuzione. Tutto il resto è opera dei ragazzi. «Sia ben chiaro — aggiunge Lucrezia —, questa esperienza finirà presto per noi. Non vogliamo sia il nostro lavoro per sempre. Anzi, siamo imbranati e imbarazzati sul set. Lo facciamo per avere qualche soldo in tasca, che ci permetterà di affrontare il futuro senza dipendere dalla paghetta dei genitori. Nel mio caso, i miei mi danno 1.300 euro al mese, cui devo togliere l’affitto. Non è che resti granché...»
PER IL film senese, i protagonisti sono stati trovati in un club per scambisti. A Bologna, è andata diversamente. «Tre studenti del Dams — spiega Lucrezia — hanno sentito parlare della nostra storia e si sono proposti di collaborare. Sono andati su internet, in un sito ad hoc, hanno scelto alcune persone e fatto i provini. Poi ci hanno segnalato sei coppie e noi ne abbiamo scelte tre». I prescelti frequentano il mondo degli scambisti bolognesi. Sono due infermiere amiche fra loro, visto che lavorano nello stesso ospedale in città, e i rispettivi mariti, un camionista e un impiegato di banca. Poi la terza coppia, di Castelbolognese: un dipendente pubblico e la moglie commessa. Hanno recitato con la classica mascherina per non farsi riconoscere.
«Abbiamo fatto tutto in allegria — conclude Lucrezia —, in modo artigianale. Speriamo che il film piaccia. Abbiamo già in mente altre idee...».
di GILBERTO DONDI
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