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L'ANNUNCIO

Fiera, Montezemolo dà l'addio
"Troppi impegni, non mi ricandido"

Il presidente non offre la disponibilità per un nuovo mandato alla guida dell'Expo: "Nella vita è anche importante il cambiamento per tutti". Intanto indica il futuro: "Deve diventare un'azienda gestita in un'ottica di azienda"

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Luca Cordero di Montezemolo Bologna, 10 giugno 2008 - Luca Cordero di Montezemolo, dopo alcune settimane di tira e molla, ufficializza il suo addio alla Fiera di Bologna. "E' un tema- afferma a margine di un convegno europeo sulla chirurgia toracica a Bologna- che da molte settimane, se non da mesi, è fuori dal dibattito. Lo dissi già molti mesi fa che i miei impegni nazionali e internazionali purtroppo mi impediscono di potermi candidare a un'ulteriore presenza in Fiera". E poi, aggiunge, "nella vita è anche importante il cambiamento, per tutti".

 

Il numero uno di Ferrari e Fiat indica, però, un cammino per il futuro dell'Expo in tre punti: governance, sviluppo, risorse. Prima di tutto la Fiera di Bologna "Deve diventare un'azienda gestita in un'ottica di azienda".

 

Passando le consegne a chi verrà dopo di lui, dunque, Montezemolo descrive quello che, a suo dire, dovrebbe essere in futuro l'Expo. Non una società gestita come un ente, ma, "un'azienda che competa sul mercato internazionale, che possa prendere decisioni rapide, che, chiunque siano i suoi azionisti pubblici, privati, tutti pubblici, tutti privati, sia un'azienda come si deve".

 

Con riferimento alla governance, secondo il presidente uscente, la Fiera "deve avere un cda snello, regole privatistiche e moderne, poca burocrazia". Un processo di cambiamento che "passa attraverso la revisione dello statuto". Montezemolo indica come seconda priorità lo sviluppo della societa'. "Chi si ferma è perduto", dice. "Ci sono due progetti- spiega subito dopo- uno più aggressivo, l'altro meno". Senza dimenticare "l'ammodernamento del quartiere", perché anche di qui "passa lo sviluppo".

 

Le ultime settimane sono state segnate da un aspro confronto all'interno dell'azionariato tra soci pubblici e privati. Anche per questo l'ex leader di Confindustria auspica che, "come è sempre avvenuto in una città come Bologna, caratterizzata da una grande collaborazione tra pubblico e privato nei rispettivi ruoli, che si possa arrivare ad un accordo generale". Montezemolo insomma, non vuole lasciarsi alle spalle una società in macerie.
E le prossime settimane saranno decisive per tentare di ricomporre la frattura. "Io sarei molto felice- insiste- di poter chiudere il mio lungo mandato alla guida della Fiera, dove ho cercato di lavorare con spirito di servizio, vedendo un accordo sul futuro".

 

Un auspicio in vista dell'assemblea dei soci del 23 giugno e dell'insediamento del prossimo consiglio di ammnistrazione. "Spero - conclude - che chi verrà dopo, sia alla presidenza, sia nel cda, possa avere un mandato per gestire la Fiera con le caratteristiche che ho spiegato".
Intanto si profila l'ipotesi di un incontro tra pubblici e privati prima dell'assemblea. "Potrebbe essere utile- ammette Montezemolo- adesso lo vedremo con le disponibilità".

  • 11/06/2008 15:17
    gianfranco
    penso che montezemolo sia andato via per la querelle della statalizzazione della fiera (vedi regione che entra nella proprietà in un momento dove la ragione porta a liberalizzare e destatalizzare). regione provincia e comune (più tutte le altre associazioni parastatali e/o politiche) devono sistemare i propri dirigenti nelle poltrone di comando senza pretendere la professionalità dovuta. in un mondo che premia solo le capacità e i risultati vedere quanto sta succenedo alla fiera di bologna lascia l'amaro in bocca. speriamo bene.... montezemolo a mio parere aveva dato impulso e lustro se non altro per il nome che portava e per le conoscenze che aveva.
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