Cinque esponenti dell'organizzazione terroristica 'Revolutionaere Zellen' si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Per l'attentato, che causò 85 morti e 200 feriti, sono stati condannati all'ergastolo Fioravanti e Mambro
Bologna, 11 giugno 2008 - Hanno fatto scena muta, avvalendosi della facoltà di non rispondere, i cinque esponenti dell'organizzazione terroristica 'Revolutionaere Zellen' sentiti sulla base di una rogatoria internazionale dal pm di Bologna Paolo Giovagnoli, titolare del fascicolo sulla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 aperto dopo la trasmissione degli atti da parte della commissione Mitrokhin. I lavori avevano offerto spunti di indagine sulla strage che riguardavano terroristi tedeschi, il terrorista internazionale Carlos e il Fronte popolare di liberazione della Palestina di George Habbash.
Interrogati Thomas Kram, il tedesco legato al gruppo del terrorista internazionale Carlos presente a Bologna il giorno della strage, e altri quattro ex militanti, hanno preferito tacere. Rudolph Gunter Shindler ha invece spiegato al magistrato che, all'epoca, le cellule avevano al loro interno due anime: una internazionale, che aveva contatti con Carlos, più propensa ad attività terroristiche in altri paesi ma anche maggiormente implicata con i servizi segreti, e una interna dedita ad operazioni sul territorio tedesco. Le sue dichiarazioni sono state ritenute poco significative per le indagini perché prive di qualsiasi accenno ad attività terroristiche in Italia.
Giovagnoli ha chiesto copia degli atti anche se non sembra siano emersi elementi relativi ad attività terroristiche nel nostro Paese. ''Continueremo a lavorare su questo filone e non lasceremo nulla di intentato'', ha spiegato il magistrato bolognese.
Nelle carte dell'inchiesta, che confluiranno nel fascicolo della Procura di Bologna, tuttora contro ignoti, potrebbero finire degli appunti sequestrati in Ungheria in cui si ipotizzerebbero rapporti tra Carlos e i palestinesi in merito ad armi che avrebbero dovuto transitare in depositi italiani attraverso presunti collegamenti con le Brigate Rosse.
Per l'attentato, che causò 85 morti e 200 feriti, sono stati condannati all'ergastolo Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.
Ufficiale la presenza dello spagnolo ai test del 17-19 giugno. Il pilota ha dichiarato: "Sono onorato della possibilità che la Ducati ha deciso di affidarmi. Sono davvero emozionato e in perfetta forma, anche se è da un po' che non guido una MotoGp"
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