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UNA CALDA VIGILIA

In arrivo il corteo del 'Gay Pride'
Tutto pronto per la carica dei 50mila

In prefettura le ultime verifiche sulla situazione prima dell'evento. Il presidente di Arcigay: "Quello che possiamo dire è che di certo sarà un successo". Gli organizzatori non nascondono un po' di amarezza per il clima politico

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Gay Pride Bologna, 27 giugno 2008 - Mentre Arcigay e gli organizzatori del Comitato Pride conteggiano e fanno pronostici sugli "almeno 50 mila" manifestanti in arrivo a Bologna sabato per partecipare al Gay pride, in piazza Roosevelt i vertici della Prefettura e le autorità cittadine si siedono a un tavolo per fare il "punto della situazione".

"Un riassunto delle puntate precedenti", è così che viene definito in Prefettura il Comitato di ordine pubblico a cui ha preso parte il sindaco Sergio Cofferati. Durante il quale "sono state verificate tutte le predisposizione stabilite fino ad oggi", a partire dalle due ordinanze emanate dal primo cittadino nelle ultime settimane. Insomma, una "verifica generale" di tutte le "misure" già programmate, alle quali - assicura da piazza Roosevelt - non si è aggiunto nulla di nuovo. Ultimati i preparativi, fanno sapere dalla Prefettura, non rimane che "aspettare l'evento con serenità ma anche con la grande attenzione dovuta a questa manifestazione pubblica". Storicamente, chiudono da piazza Roosevelt, "improntata a festosità e non a questioni di ordine pubblico".

Al Comitato organizzatore del Pride e ad Arcigay, intanto, sono in corso gli ultimi conteggi, tra pullman e treni in partenza da 50 diverse città d'Italia. Solo da Milano sono in partenza 10-15 mila persone, ma i pronostici degli organizzatori sono molto più alti. "Quello che possiamo dire fin da ora è che di certo sarà un grande successo", dice il presidente di Arcigay Aurelio Mancuso. E questo significa prima di tutto, dice Mancuso, "una grande sorpresa" in termini numerici: a due giorni di tempo da Arcigay danno per certo "come minimo 50 mila manifestanti" e sottolineano che si tratta di una "stima prudenziale".

Anche la Sezione Italiana di Amnesty International parteciperà alla manifestazione del Bologna Pride 2008. Lo annuncia in una nota la stessa organizzazione sottolineando che "il Pride rappresenta per le attiviste e gli attivisti di Amnesty International l'occasione per ribadire il proprio impegno, al fianco delle altre associazioni e Organizzazioni non governative, contro ogni forma di discriminazione a causa dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere".

"La manifestazione -spiega Amnesty- consentirà di sensibilizzare la società italiana sulle violazioni dei diritti umani perpetrate nei confronti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (Lgbt) in tutto il mondo. Amnesty International da anni denuncia tali violazioni, le ultime delle quali riguardano nove uomini gay detenuti e accusati di diffondere l'Hiv in Egitto, abusi e maltrattamenti da parte della polizia nei confronti della comunità Lgbt negli Stati Uniti e la tutela della libertà di manifestazione e di espressione in Lettonia. Il 31 maggio scorso -ricorda la nota- una delegazione di oltre 100 attivisti dell'associazione, provenienti da tutto il mondo, ha partecipato al Pride di Riga, in Lettonia".

"A Bologna Amnesty International sfilerà dietro lo striscione 'Liberi ed eguali in dignità e diritti' (art. 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani), per sottolineare come l'orientamento sessuale e l'identità di genere, al pari di origine etnica, religione, genere, nazionalità, facciano parte dei caratteri fondamentali dell'identità umana e in quanto tali -conclude- vadano tutelati come diritti umani nel senso più completo del termine".

Alla vigilia del Gay pride nazionale, gli organizzatori non nascondono un po' di amarezza per il clima politico legato al governo di centro-destra.
''Il clima politico-sociale non è dei migliori - ammette Francesca Polo, presidente nazionale di Arcilesbica - è un momento delicato e non solo rispetto a noi. Basta guardare al dibattito su zingari e immigrati che è in corso. Sono cose che non possiamo ignorare. Perciò credo che sarà un Pride anche di serietà e responsabilità quello di domani''. Un momento di riflessione, quindi, associato a quello tradizionale di lotta e rivendicazione dei diritti civili degli omosessuali, e non solo.
 










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