La vittima ha denunciato l'accaduto solo dopo quattro anni per paura. La giovane ha raccontato in aula di aver subito la violenza in casa dell'imputato. Opposta la versione dell'uomo, che ha negato con forza qualsiasi abuso
Bologna, 27 giugno 2008 - Un venticinquenne era stato accusato di aver violentato, nell'estate 2001, una ragazzina che all'epoca dei fatti aveva solo dodici anni. Si è aperto davanti al Tribunale collegiale di Bologna il processo che lo vede imputato.
La giovane ha raccontato in aula di aver subito gli abusi in casa dell'imputato, amico della sorella e della cugina, dove si era recata per usare il computer. La denuncia della presunta vittima arriva però solo quattro anni dopo i fatti.
''Ero bloccata e impietrita'', ha spiegato la giovane, che solo dopo anni e in seguito a un incontro causale con lo stesso ragazzo ha trovato la forza e il coraggio di denunciare. E' successo nel 2005 quando l'ha incrociato su un autobus, ricevendo a suo dire insulti e prese in giro: ''Sono scesa dal bus e ho denunciato ai carabinieri quell'episodio e la violenza che ho subito anni prima''.
La ragazza, oggi in aula accanto al suo legale, avv.Maria Grazia Tufariello, ha raccontato il lungo percorso di sofferenza intrapreso per superare lo choc: ''Soffro di crisi di panico, ho attacchi improvvisi di rabbia e pianto - ha ricostruito - Se non avessi avuto tutti questi problemi non avrei lasciato la scuola. Invece dopo quell'episodio non riuscivo nemmeno ad uscire di casa''.
Diametralmente opposta la versione dell'imputato, che ha negato con forza qualsiasi abuso. Secondo il suo legale, l'avv. Gaetana Cacioppo, nell'ora del presunto stupro, alle sette di sera, in casa c'erano i familiari dell'imputato e ''nessuno si è accorto di niente perché non è successo nulla''. Il processo riprenderà il 17 ottobre.
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