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DROGA

'Roccia' non risponde alle domande
Poi ammette: "Ho comprato cocaina"

Interrogatorio di garanzia per Danilo D'Alessandro: il bodyguard di Vasco Rossi, ai domiciliari con l'accusa di aver acquistato piccole quantità di cocaina, non ha risposto alle domande dei pm

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Danilo D'Alessandro insieme a Vasco Rossi Bologna, 28 giugno 2008 - Non ha risposto alle domande dei pm, ma ha comunque rilasciato dichiarazioni interessanti. Si e' svolto questa mattina l'interrogatorio di garanzia di Danilo D'Alessandro, detto "Roccia", bodyguard di Vasco Rossi e convivente della sorella della compagna del cantante. "Roccia" si trova ai domiciliari da martedi', accusato di aver acquistato piccole quantita' di cocaina.

 

Stamattina alle nove ha raggiunto autonomamente la Procura di Bologna, dove lo attendevano il gip Michele Guernelli e i due magistrati che curano l'inchiesta, Valter Giovannini e Lorenzo Gestri. "Roccia" si e' mostrato notevolmente agitato, nonche' risentito nei confronti della stampa, tanto che l'interrogatorio e' stato interrotto dopo pochi minuti per permettergli di bere un po' d'acqua. Affiancato dal suo avvocato, "Roccia" si e' poi avvalso della facolta' di non rispondere. Da lui solo dichiarazioni spontanee: ha ammesso di aver acquistato pochi grammi di cocaina, soprattutto per uso personale, e in qualche circostanza di averla ceduta o procurata a titolo grauito ad un paio di amici. Di uno di questi ha riferito il soprannome, "Albero".

 

Per quanto riguarda i rapporti con gli altri indagati (in carcere ci sono altre cinque persone), "Roccia" ha ammesso di aver conosciuto in un locale, per caso, l'albanese Ilii Xihani, accusato di traffico di droga. Xihani gli ha fatto capire di essere fornito di cocaina di buona qualita', e in una circostanza gli ha mostrato una pistola a tamburo, completa di cartucce, che "Roccia" ha giudicato vera.

 

In tutto, il faccia a faccia e' durato quaranta minuti, al termine dei quali il difensore di "Roccia", Aldo Savoi Colombis, ha chiesto la revoca dei domiciliari. Dal canto suo, il pm Giovannini ha rilevato che la situazione dell'indagato e' identica a quella in cui si e' decisa la custodia cautelare, visto che non ha risposto alle domande degli inquirenti e ha rilasciato dichiarazioni non rilevanti dal punto di vista processuale. Sulla richiesta di revoca il gip si e' riservato di decidere, ma e' abbastanza probabile che "Roccia" debba restare ai domiciliari. La Procura, nel frattempo, non avrebbe intenzione di interrogarlo nuovamente.

 

Sara' ascoltato lunedi' mattina, invece, Floriano Fini. E' un altro collaboratore di Vasco Rossi, e amministratore di "Area" (il quartier generale della rockstar a Bologna). Gli inquirenti lo ascolteranno in qualita' di persona informata sui fatti. Nel frattempo, ieri a Roma e' stato interrogato Carmelo Cagnolo, il poliziotto in servizio al ministero dell'Interno indagato per detenzione illegale di cocaina, in concorso con "Roccia", e per corruzione (secondo gli inquirenti ha ricevuto 7.000 euro per far rilasciare il permesso di soggiorno ai trafficanti albanesi).
Cagnolo ha minimizzato il suo ruolo nella vicenda, proclamandosi innocente. La Procura di Bologna, pero', ha chiesto ieri il suo trasferimento da Regina Coeli al carcere bolognese della Dozza.

 

Nei prossimi giorni verra' sentito anche il poliziotto in servizio a Bologna (al momento non indagato) con cui Cagnolo era in contatti telefonici. Dalle intercettazioni delle telefonate tra i due, intanto, emergono commenti significativi su un altro collega, ispettore della squadra narcotici in servizio a Bologna: giudicato "troppo rigoroso" e preso da ansia giustizialista.










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