La storica sala biliardi nella galleria del Leone era in funzione dal 1956. Uno dei gestori: "Abbiamo avuto lo sfratto. Chiudiamo e mi dispiace per la città"
Bologna, 4 luglio 2008- Giù e sempre più giù, tutt’intorno allo scheletro metallico del vano ascensore. I rumori e le voci di Bologna si affievolivano un gradino dopo l’altro per poi sparire del tutto in fondo all’ultima rampa, sostituiti dallo schiocco secco delle bocciate e dall’impatto lieve di una biglia contro l’altra di chi andava a punto o colpiva di calcio. La grande sala verde di ‘Canè’, avvolta in un’antica penombra rischiarata dalle lampade ‘Orsi’ su ogni biliardo, era un angolo di divertimento, un luogo di passatempo per studenti, lavoratori, artisti, pensionati, religiosi e disoccupati e il complice rifugio di chi, per sfuggire a un’interrogazione, decideva un ‘fughino’ all’ultim’ora.
Da martedì scorso primo luglio lo sfratto ha messo il lucchetto al cancello in fondo alla scala. Addio filotti e bevute, bocciate e colpi di stecca, buche e appoggi su due, tre o quattro sponde, punti singoli o da otto e castelletti di birilli ogni volta da rimettere in piedi.
Dopo 52 anni di sfide e di amicizia, di discese e di risalite dalla sala nel ventre sotterraneo della galleria del Leone, proprio sotto le Due Torri, il mitico ‘Circolo amici del biliardo’, più noto come ‘Canè’, ha fermato forse per sempre la corsa delle sue biglie d’avorio, ha spento i lampioncini, le voci e i silenzi, e si è trasferito direttamente tra i ricordi.
"Dicono che un giorno potremmo riaprire, ma sono scettico, molto scettico. Chiudiamo e mi dispiace soprattutto per la città", si lascia andare con amara rassegnazione Sandro Giorgi, uno dei tre addetti al locale da qualche tempo gestito dall’Arci.
E’ un altro angolino del cuore di Bologna, defilato e discreto, che smette di battere. Il motivo? Le Assicurazioni Generali, proprietarie dei muri, hanno in programma la ristrutturazione di tutta la Galleria e quindi anche del grande locale sotterraneo. I tempi e le nuove esigenze restituiranno un salone diverso, senza panni verdi, senza volti compresi e quindi senza storia. Quella degli ‘Amici del biliardo’ partiva dal lontano. Era il 1956, infatti, quando la famiglia Canè decise di prendere in gestione quel vecchio night sotterraneo che dal 1934 e per ventidue anni aveva accolto nel suo ventre, capace e discreto, gli sguardi e i sussurri, i brindisi e i profumi di tanti viveur milionari, squattrinati o sognatori.
Da allora nell’ex rifugio notturno di quel piccolo esercito di tiratardi l’eco degli schiocchi di champagne aveva ceduto il posto a quella delle bocciate e al suono un po’ metallico della biglia in buca.
Sempre così, una partita dopo l’altra, a ogni ora del giorno e fino a notte fonda anche quando, al termine degli anni Settanta, la famiglia Canè decise di cedere la gestione del locale.
Quasi trent’anni fa, quindi, biglie, stecche e birilli, furono presi in consegna dall’Arci nella continuazione di una lunga ‘striscia in verde’ che ha visto sfilare, come nel tempo passato, tutta la Bologna di primo piano e quella sconosciuta, residente o di passaggio, per motivi di studio, di svago o di lavoro. "Ci vediamo giù da Canè" è rimasto uno slogan e insieme un appuntamento. Da tre giorni, anche la frase è finita in archivio. Perché da allora, come si dice, tutto il locale è a bocce ferme.
di Gianni Leoni
Sciopero degli autoferrotranvieri. Per il personale viaggiante di Atc, il black out sarà dalle 8,30 alle 16,30 e dalle 19,30 a fine servizio LEGGI LA NOTIZIA