Al Savena avvio dei lavori il 15, forse da via Arno o forse da via Longo. Zamboni martedì incontrerà la nuova soprintendente regionale. Da Roma incombe l’enigma dei finanziamenti Cipe, che sarebbero ancora bloccati da un ritardo burocratico
Bologna, 4 luglio 2008- Una rivolta. Contagia l’Ascom e le minoranze in Comune e nei Quartieri, che annunciano volantinaggio e raccolta di firme. Tutti di traverso al Civis, ma soprattutto al metodo usato dall’amministrazione comunale per comunicare l’apertura dei cantieri. Mentre da Roma incombe l’enigma dei finanziamenti Cipe, che sarebbero ancora bloccati da un ritardo burocratico. "Se così fosse, credo che le imprese potrebbero avere qualche problema, visto che stanno lavorando da settembre e ormai hanno accumulato milioni di lavori", osserva Delisa Merli dell’Altrainformazione, in prima linea nella protesta. Intanto martedì l’assessore al Traffico Maurizio Zamboni incontrerà la nuova soprintendente regionale Carla Di Francesco.
Nel frattempo si preoccupa per i suoi associati Enrico Postacchini, presidente dell’Ascom. Innervosito dalle notizie che arrivano dal Savena, stavolta. Assemblea in Quartiere il 10 luglio; avvio dei lavori il 15, si dice, forse da via Arno o forse da via Longo, non è chiaro. Postacchini è incredulo: "E’ evidente che cittadini e commercianti hanno esigenze di vita e di lavoro che non possono essere modificate dal giorno alla notte senza adeguato preavviso a seguito dell’apertura di un ampio e lungo cantiere". Bisogna confrontarsi prima, bacchetta Postacchini. Ma conclude: "Questa prassi, prima di tutto di buon senso ma anche di efficienza e serietà amministrativa, pare invece di difficile applicazione per il Comune. Le ipotesi in campo sono tre: l’imperizia dei tecnici che non riescono a programmare i lavori; la cattiva fede o entrambe". Invece, prosegue, "i cittadini e commercianti di Via Arno sapranno il 10 luglio che i lavori cominceranno probabilmente il 15 luglio e nessuno ha ancora spiegato, a loro e a noi, come saranno allestiti i cantieri e quanto si prolungheranno i lavori. La questione ha a che fare con valori fondamentali (ma forse solo per noi) come la fiducia dei cittadini verso chi amministra la città e l’affidabilità delle istituzioni. Valori che si misurano attraverso il rispetto che l’azione amministrativa dimostra nei confronti dei cittadini e di chi lavora".
Maurizio Ghetti, capogruppo del Pd al Savena, ribatte: "Noi non contrattiamo certo con Ascom l’apertura dei cantieri. Gli incontri ci sono stati, abbiamo la coscienza a posto. Mi chiede se è normale tenere l’assemblea il 10 e aprire il 15? Non ci trovo nulla di scandaloso, il tempo ha un costo per l’impresa. Il Quartiere ha tutto l’interesse a partire da via Arno, sicuramente il punto più complesso. Ci sono scuole e negozi, è giusto affrontare i disagi d’estate. Abbiamo incontrato i commercianti della strada, le loro richieste sono state accolte nel progetto esecutivo. Via Longo e via Firenze possono seguire".
I cantieri del Civis mobilitano An a tutti i livelli, dalla Provincia al Comune ai Quartieri. Il consigliere di Palazzo Malvezzi Michele Facci fa sapere di aver richiesto agli uffici se ci sia stato "il controllo delle prescrizioni imposte dalla procedura di Via, la valutazione di impatto ambientale".
Galeazzo Bignami, vicepresidente provinciale del partito, ha presentato un’interpellanza al sindaco Sergio Cofferati per conoscere l’elenco degli interventi e i tempi. E chiude domandando "se l’assessore alla Mobilità non ritiene utile fornire al consiglio un’informativa sul programma dei lavori". Infine Alberto Vecchi, consigliere regionale e di quartiere al Saragozza, attacca frontalmente il presidente Roberto Fattori. "Ha dichiarato alla stampa che da più di un mese sapeva dall’assessorato al Traffico che si stava preparando il cantiere di via Marconi — ricorda — ma si è ben guardato dal convocare i cittadini e concordare con loro una soluzione condivisa per attenuare l’impatto negativo". Metodo che, denuncia Vecchi, "purtroppo è una costante. Non mi consola nemmeno sapere che anche al Porto siamo nella stessa condizione, anzi lì la situazione è ancora peggiore perchè nemmeno il presidente era stato informato".
Quindi Vecchi annuncia da lunedì una raccolta di firme e un volantinaggio in via Marconi e in piazza San Francesco.
di ri.ba
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